1. Vacanze montane


    Data: 14/12/2020, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey

    ... Michela. Il respiro di entrambi si aggiunse ai suoni della notte e le dita dell’uomo fecero scendere lentamente la zip della tuta verso il basso. Michela non indossava altro e i suoi seni furono facile preda delle mani di Marco. La sensazione di protezione che aveva provato fin dal primo momento in cui aveva conosciuto quell’uomo suscitò in Michela il bisogno istintivo di lasciarsi andare, di concedere a quelle mani callose di toccare la sua pelle. Sorrise tra sé nel pensare che fino a quel momento il suo corpo aveva conosciuto solo maschi palestrati o i palmi vellutati di tanti impiegatucci. Nulla di paragonabile a quel corpo sodo, indurito dalla vita solitaria in montagna, dotato di mani ruvide, ma estremamente gentili nell’accarezzare i suoi seni. Le labbra di Marco si spostarono sui lobi e poi lungo il collo. Brividi e sospiri accompagnarono la pressione della bocca sulla pelle profumata della donna. Le forti mani sfilarono il giubbino della tuta, lasciando Michela seminuda, totalmente alla mercé di Marco. L’uomo si abbassò e prese in bocca il capezzolo destro. Lo strinse con la sola pressione delle labbra e poi la sua lingua frullò sulla punta, facendo mugolare la sua ospite. Le mani maschili accarezzavano e stringevano le sode natiche di Michela, ancora protette dai pantaloni della tuta. Quando Marco passò a suggere l’altro capezzolo, i suoi pollici si infilarono dietro l’elastico dei pantaloni e li spinsero verso le caviglie, con la stessa indolente velocità che un ...
    ... giocatore di poker adotta nella scoperta delle sue carte. Quando fu completamente nuda, Michela appoggiò le proprie mani sulle guance dell’amante, ma dopo pochi secondi costui iniziò a baciarla in mezzo ai seni e poi sullo stomaco, sul ventre. Superò l’ombelico e scese fino al monte di venere. Michela era scossa dai brividi di piacere, in attesa del bacio sulla sua intimità più nascosta. Marco le negò questo momento e si alzò. La donna gli sbottonò immediatamente la camicia, rivelando il torace ampio e muscoloso. Riuscì a slacciargli solo la cintura prima che lui la prendesse in braccio e la trasportasse di peso sul letto. Marco si tolse pantaloni e slip con calma, ai piedi del talamo, guardando dritto negli occhi la donna che aveva pudicamente appoggiato le mani sul pube. Michela lo osservò a lungo e ne colse degli aspetti molto interessanti. Aveva già apprezzato la consistenza e la morbida villosità del torace e ora ne ammirava il ventre magro e sodo. Il suo membro era eretto, di belle proporzioni e di una discreta grossezza. Ora vide le sue gambe muscolose che si inginocchiarono sul letto, davanti ai suoi piedi, e le sue labbra che si appoggiarono sul ginocchio destro e poi sul sinistro e salirono centimetro dopo centimetro verso il suo ventre. I sospiri coprivano ormai i rumori esterni e Michela si vergognava un po’ di manifestare così apertamente il suo desiderio di quel colto selvaggio. «Spegni la luce. Qui, in montagna, non servono le bende agli occhi per apprezzare al ...
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