1. Mandingo - 2


    Data: 15/12/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: IlBaroneRosso

    ... ne andò.
    
    La portinaia lo fermò: era già venuto altre volte, quel bestione negro. I primi tempi aveva appuntamento con l’avvocato del terzo piano, lei l’aveva avvisato e l’avvocato l’aveva fatto salire; ma già altre volte, forse le ultime due o tre volte, l’avvocato non c’era, lui doveva consegnare qualcosa, sicuramente soldi, e la moglie dell’avvocato le aveva detto al citofono di farlo salire. E lui, ‘sto negrone scostumato, era rimasto su quasi un’ora, l’ultima volta. E quando era sceso, quello sfacciato di negro scostumato, con la faccia arrogante da padrone, le aveva dato una pacca sul sedere, mentre passava.
    
    - Ciao Anna - le aveva detto e, dopo la pacca, aveva lasciato la sua mano sul culo e glielo palpava con insistenza.
    
    - Ma come ti permetti, brutto negro, e come sai che mi chiamo Anna?
    
    - Me l’ha detto Cecilia, la cameriera della signora Valeria.
    
    - Ah, conosci tutte, lassù, le hai conosciute tutte, e per bene, le signore del terzo piano.
    
    - Sì, Anna, le ho conosciute bene. E non fare la gelosa, mi piacerebbe conoscere bene anche te, tu mi sembri più soda – le disse, mentre con le dita forti le pizzicava la chiappa – sei proprio soda, è un piacere toccarti il culo.
    
    - Tieni le mani a posto – gli aveva detto – se no vedi cosa ti faccio – aveva aggiunto,
    
    agitandogli davanti alla faccia e con fare minaccioso la ramazza che aveva in mano, ma la voce era mezzo incrinata, quello era proprio un maschio da monta, di sicuro a quello non mancava ...
    ... l’attrezzatura giusta per far star bene una femmina.
    
    Chissà che arnese aveva tra le gambe, quello. Altro che suo marito, E gli aveva agitato contro la ramazza, per minacciarlo, ma con un mezzo sorriso stampato in faccia. E, tante volte non l’avesse capita, aveva aggiunto:
    
    - comunque grazie per il complimento.
    
    Di sicuro uno sporcaccione, quel bestione nero, del resto la moglie dell’avvocato, lo si sapeva nel palazzo, la dava più o meno a tutti, senza ritegno. Chissà che scope si era fatta, quella schifosa, con questo negrone. E così, quel mattino, un poco seriamente, ma un poco anche per sul serio
    
    - dove vai? – gli aveva chiesto, come se non lo sapesse dove stava andando.
    
    - dall’avvocato, al terzo piano, Anna.
    
    - non c’è l’avvocato, se vai allo studio, lo trovi lì
    
    - e invece io vado su, devo consegnare una cosa alla signora.
    
    - ah sì, e che cosa le devi consegnare? Se devi lasciarle una busta, lasciala qui, quando esce la signora, gliela consegno io, la tua busta.
    
    - No, è una busta diversa – rispose, ma se vuoi – e si era avvicinato, il ragazzone nero, - se vuoi te ne do una anche a te, prima di salire.
    
    - Per chi mi hai preso, sporcaccione? Non sono mica una di quelle, io. E poi adesso non posso, deve ancora passare il postino. Ma tra mezz’ora, un’ora al massimo, se ti fermi quando scendi, ti offro un caffè. Se non sei stanco.
    
    - Stanco? Mai stanco. E poi tu me lo fai rizzare anche quando sono stanco. Sei bella soda, tu, mi piaci sai, Anna.
    
    E questa volta ...