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Mandingo - 2
Data: 15/12/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: IlBaroneRosso
... le toccava il culo con una mano, ma con l’altra le stava strizzando una tetta, attorno al capezzolo, e anche se toccava sopra il grembiule, con le dita sentiva che il capezzolo si stava attizzando. - Dai, stupidone, lasciami stare, caso mai dopo .. - Certo, Anna, ci vediamo dopo. Tutte così, le bianche: non vedevano l’ora di farsi montare da lui. La prima volta lo facevano per curiosità, Amin l’aveva capito, volevano vedere com’era farsi scopare da un nero, e qualcuna l’aveva anche ammesso, spudoratamente: la prima volta era per curiosità, per vedere se è vero che i neri ce l’hanno più grosso e scopano meglio. Ma quando l’avevano visto e dopo che l’avevano toccato, assaggiato, acchiappato tra le fauci e goduto, non era più curiosità, era proprio voglia di farsi scopare da lui, era proprio il piacere di farsi fottere da un vero toro da monta, tutte così le bianche che aveva conosciuto. - Sta’ buono adesso, non posso proprio, ma se torni giù tra un’ora, posso chiudere la portineria. E con un sospiro l’aveva annunciato al citofono della signora Valeria. Meno male, pensava Amin, con Valeria doveva dare il massimo, aveva bisogno di una bella mancia, per pagare quel cornuto del suo marito, e doveva guadagnarseli i soldi, uno per uno, un euro al colpo, e poi avrebbe fatto il conto. Mezz’ora dopo stava proprio facendo il conto, a Valeria. - Sai Valeria, le diceva spingendoglielo dentro, ed era la seconda scopa quella, e Valeria era già venuta un paio di volte e ...
... voleva farla venire ancora. - Sai Valeria, ho contato i colpi, te ne ho fatti duecento con questo. - Duecento cosa? Chiedeva lei, ansimando, sotto i suoi colpi. - Duecento botte dentro la tua figa e duecento volte fuori, duecento botte adesso, ed altre duecento prima. - Dovresti farmi un prestito, Valeria, scusami se ti parlo così, ma stasera devo andare da tuo marito e dargli dei soldi. Per fortuna aveva parlato pianissimo, e Valeria stava gridando, sempre così, quando veniva, gridava come una pazza, senza nemmeno preoccuparsi se la cameriera, o magari la figlia, la sentivano gridare come una porca. Meno male che non l’aveva sentito, mentre le parlava di soldi, se no, di sicuro, le avrebbe rovinato l’orgasmo. - Cosa mi stavi dicendo, cazzone nero – così lo chiamava lei, ma adesso era più calma ed anche sfinita, dopo quella seduta di cazzo. Valeria era proprio seduta, era seduta in braccio a lui, gli voltava le spalle, ma aveva le cosce larghe, era senza mutande, e si era impalata sul cazzo di Amin, insomma era seduta sul cazzo, ed anche se era venuta, ed anche se Amin stesso le era venuto dentro, se lo teneva ancora nella figa, stringendo per non farlo uscire. - Cosa mi stavi dicendo? - mugolò di nuovo lei, baciandogli la bocca, tutta storta, per non farlo uscire dalla fica, lo voleva sentire dentro ancora – cosa mi stavi dicendo, cazzone nero? - Che devo andare da tuo marito, più tardi. Faceva fatica a parlare, Amin, ma si stava riprendendo, ed ...