1. 127 - La confessione di "Esse"


    Data: 16/12/2020, Categorie: Etero Autore: ombrachecammina

    ... involontario e casuale. Successe quindi che la ragazza tettona di nome �D�a� vedendo arrivare il nostro uomo finse di inciampare e appoggiò la mano sul pene di �S�o� . Naturalmente si scusò immediatamente ma purtroppo il contatto fu troppo rapido e lei non ebbe modo di constatare se era un pene vero oppure no. Poi, un pomeriggio, una donna, già piuttosto anziana di nome �A�.a� ci disse che avrebbe risolto lei l�annoso problema. Quando vidi scendere dal suo ufficio �S�o� mi precipitai in magazzino per assistere alla scena. Lui, che era il responsabile agli acquisti, le si avvicinò per motivi di lavoro e lei senza alcun motivo glielo toccò pizzicandolo tra il pollice, l�indice e il medio, proprio sulla punta. Lui la guardò con aria interrogativa, incredibilmente sorpreso, le chiese cosa cazzo stesse facendo e lei gli sorrise dicendogli che stava solo scherzando. Per farla breve quella cosa che si vedeva dentro ai suoi jeans non era affatto una imbottitura ma era certamente un gran bel cazzo!!Ho alcuni ricordi di quanto io in quegli anni, mi industriassi per provocarlo, per vederglielo diventare duro dentro ai pantaloni e devo dire che alcune volte ci sono anche riuscita.Ad esempio, una volta che dovevo fare un lavoro su al primo piano, mi sedetti alla scrivania di fronte alla sua e quindi al tavolo del pc. La scrivania, davanti aveva una copertura e lui non poteva vedere nulla ma il tavolino del pc era tranquillamente aperto e allora, io che indossavo sempre vestitini leggeri ...
    ... e molto corti, fingendo di non sapere che lui mi poteva vedere, tenni le cosce spalancate mostrandogli le mie ridottissime mutandine che celavano a malapena la mia tenera intimità. Sempre in quella occasione, lo provocai ulteriormente lasciando cadere una manina distratta fra le gambe e sfiorandomi la fighetta, scostai un po� il perizoma.Lo vidi alzarsi in piedi, il cilindro che si espandeva sulla sua destra, una mazza incredibile, che voglia quella volta di seguirlo in bagno dove lui sicuramente eccitato stava andando per masturbarsi.Nacque comunque tra di noi, anche un fortissimo legame di vera e leale amicizia. Io gli piacevo e lui, per quella sua magnifica esuberanza piaceva a me, ma lui purtroppo fin quasi alla fine mi considerò solo e sempre una grande amica e una collega di lavoro.Con il nascere dell�amicizia io spesso mi confidai con lui, per i problemi più disparati, compresi quelli che riguardavano la coppia formata da me e da Francesco. Gli parlai della lontananza, della mancanza di rapporti, delle dimensioni del pisellotto del mio compagno, di tantissime cose anche molto intime e personali. Assieme al mio amico e collega, trascorsi giornate e serate indimenticabili, specie durante le fiere all�estero, dove regnò l�amicizia, lui mi ricordo che una volta, a Parigi, in boulevard Sebastopol, si tolse la giacca e per ripararmi dal freddo, mi abbracciò attirandomi a se e camminammo a lungo abbracciati. Insomma le occasioni non mancarono, io lontana da Francesco e lui ...