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Parentesi agrodolce ...
Data: 20/12/2020, Categorie: Etero Autore: reninytxis
... saputo reagire con altrettanta disinvoltura. L’anziano signore non rispose subito anzi, ebbi la netta sensazione che mi stesse, e sottolineo MI stesse, guardando se non proprio con sguardo truce, certo molto severamente. Tuttavia davanti alle grazie di Ada non aveva mai saputo resistere e le rispose con un sorriso. -Signora lei è un balsamo per questi poveri occhi: ogni volta che la incontro sorge l’alba. E purtroppo vedo che sta per giungere il tramonto, dal momento che siete in procinto di uscire. La riverisco e auguro a entrambe una gradevole serata. Riverisco nuovamente! E si avviò verso il suo appartamento ergendosi, per quanto glielo permettevano i suoi novanta e passa, in tutto il suo metro e sessanta. -Rià-ra-ra-ràm pam-pam, pam … - cominciai a modulare sottovoce il motivo del minuetto di Boccherini ma Ada mi colpì la spalla con un pugno, fulminandomi con lo sguardo. Io serrai le labbra e cercai di assumere un’espressione compunta che la fece ridere. -Eddai, poverino! Fa così tanta tenerezza! -Pensi che ci abbia visti? Lei fece di no con la testa La passeggiata fu davvero bella: la serata era gradevolissima, ed arrivare al nostro caffè – pasticceria fu un bel camminare. Ci trovammo altre due coppie di conoscenti e Terry con un altro paio di amiche. Marco, non c’era fortunatamente, ma in fondo me ne dispiacque. Ci fu il solito cerimonioso scambio di baci tra Ada e le nostre amiche (mi ci assoggettai anch’io, ma con piacere), e optammo per un ...
... gelato: il primo gelato della stagione! Mentre tutti stavamo gustando i nostri manicaretti, noi maschietti in piedi, ammiravo il gruppo di signore sedute al tavolino: era davvero un bel vedere! Ada spiccava tra tutte, almeno per me, ma le nostre amiche erano tutte … come aveva detto il buon Pacifico? Un balsamo per gli occhi. Una gioia, a dire il vero. Teresa era già una cornucopia di curve in tuta e felpa ma col tailleur a righe ed il foulard Vuitton poteva tener banco senza difficoltà. -Ragazzi! –mormorai rivolto ai miei amici – questo è un quadro degno del Botticelli! E tutti concordammo “brindando” con coppette e coni. Fu una bellissima serata. Al ritorno, però, trovammo il 118 con i lampeggianti accesi sotto casa. -Oddio, chi sarà? – si allarmò Ada. Ci avvicinammo, appena in tempo per vedere Pacifico assicurato alla lettiga con la mascherina dell’ossigeno sul volto. Sua moglie, in pantofole e cardigan, lo guardava preoccupata. Quando Ada ed io fummo accanto a lei fu molto sollevata di vederci. -Nicoletta, che è successo? -Mah, niente di serio, l’età. Quell’incosciente ne ha pensata un’altra delle sue! – disse indicando con la mano aperta Pacifico, come a volerlo minacciare di uno schiaffo. -Perché, cosa ha fatto? – chiesi io. La signora Nicoletta sospirò. -Sentite ragazzi, a voi lo posso raccontare, ma vi prego … -Saremo una tomba! – giurò Ada. -Nicoletta, se vuol parlare con Ada magari io … -Ma no, Luca resta qui. Sei un uomo e ...