1. Avventure di un giovane escort: 1 - l'inizio.


    Data: 22/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    Diciamo che ero finito li perché i miei litigavano spesso ed erano fuori quasi tutto il giorno. Ci arrivai a metà marzo e, in quella specie di casa famiglia, non mi trovai mai bene. Era evidente che di noi non interessava niente a nessuno. Mi avevano sistemato in una camera con altri due quindicenni che, più o meno, avevano un vissuto come il mio. Furono loro ad avvisarmi che c'era del “nonnismo”, con i più grandi che pretendevano di fare quello che volevano con i più piccoli. Nella struttura c'erano una quarantina di ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni. Raggiunta la maggior età venivano spostati in un altro posto ma solo alla fine dell'anno scolastico. La prima settimana passò tranquilla. Gli educatori pretendevano che tenessimo la casa in perfetto ordine, altrimenti erano punizioni: niente TV, videogiochi, magari niente uscite. Conveniva fare quello che chiedevano.
    
    “E come fu la prima volta?”
    
    Improvvisa ed inaspettata. Un vecchio, perché aveva già compiuto i diciotto anni, mi disse di aiutarlo a portare la biancheria sporca in lavanderia. Quando rovesciai delle lenzuola fuori dai grandi cestoni mi sgridò dicendo che avevo fatto male e, per punizione mi disse che mi avrebbe legato e lasciato li.
    
    Sul momento non pensai ad altro che a dover rimanere chiuso in lavanderia per alcune ore e mi feci bloccare i polsi con delle corde sul cestone senza protestare. Tanto, lo sapevo che era inutile. Fu a quel punto che Giuseppe mi sbottonò i jeans e me li tolse ...
    ... completamente assieme agli slip. Gli gridai di non farlo ma mi rispose che potevo urlare quanto volevo perché li non mi avrebbe sentito nessuno. Però, per sicurezza, mi imbavagliò con degli stracci. Ingenuamente pensai ancora che voleva lasciarmi li mezzo nudo per farmi trovare da un educatore che mi avrebbe messo in punizione. Che sciocco! Fu a quel punto che mi disse quello che non avevo nemmeno immaginato. “Adesso ti scopo per bene!” Cominciai ad urlare e a dimenarmi nel vano tentativo di liberarmi, ma tutto fu inutile. Lui si mise dietro di me, si tirò fuori l'uccello, mi allargò le gambe, mi passò della saliva sul buchetto e, fortunatamente lasciando quasi che si infilasse lentamente dentro da solo, mi sverginò. Incurante delle mie grida si soddisfò, smettendo di sbattermi solo dopo essere venuto. Si pulì con delle lenzuola, si ricompose e quindi mi slegò dicendomi di vestirmi perché dovevamo tornare. Lo fece con una naturalezza incredibile, come se non fosse accaduto niente. Non osai ribattere.
    
    “Che stronzo! E ti ha fatto tanto male?”
    
    Non lo ricordo benissimo perché tutto accadde così in fretta. Seppi dopo che queste cose li accadevano normalmente e che la lavanderia era il posto ideale perché lontana dalla casa e assai poco frequentata. Ed anche perché si poteva raggiungere passando da dietro e quindi senza essere visti. Due giorni dopo Giuseppe, mentre ero con tanti altri nella sala comune, mi disse nuovamente di aiutarlo a portare le lenzuola in lavanderia. Provai a ...
«1234...»