1. Avventure di un giovane escort: 1 - l'inizio.


    Data: 22/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    ... uscire. Così ci pensarono loro, aiutandosi con dell'olio che andarono a prendere. Quella fu l'unica volta che qualcosa che mi finì nel culo mi fece male. Come saltò fuori risero tutti sbeffeggiandomi per quel culo rotto che avevo. Mi scattarono delle foto e si fecero anche dei selfie a fianco del buco che continuava a rimanere aperto. Con le dita mi sembrava di sentire una voragine poi, lentamente, ma molto lentamente, cominciò a restringersi. Per tutto il giorno, di nascosto, continuai a toccarmelo per sentire com'era. Alla fine, ma dopo molte ore, ritornò… normale. Quel giorno rimasi sempre in camera e non venne nessuno da me. Pensai e ripensai a cosa mi avevano fatto e decisi che una simile esperienza non avrei voluto provarla di nuovo, ma mi rendevo conto di essere inerme. Dirlo agli educatori sapevo essere inutile perché non ci avrebbero creduto o dato peso. Ribellarmi era impossibile... Così, poco prima delle ventitré, quando i “prefetti” cominciavano a sollecitarci di andare nelle camere, mi arresi e accettai la situazione.
    
    Fortunatamente non vissi più nulla di simile a quel giorno anche se mi ritrovai quasi quotidianamente a dover soddisfare sessualmente qualche grande. Fortunatamente a settembre arrivò un quasi diciottenne che entrò rapidamente nello “spirito” del luogo e… scelse proprio me come suo “giocattolo”. E furono mesi tranquilli sia perché questo era un ragazzo studioso ma soprattutto perché non gli piaceva scopare un maschio e quindi mi teneva tutto ...
    ... per lui accontentandosi sporadicamente di un pompino o di una sega fatta con le mani. Mi accorsi anche che preferiva farlo in luoghi dove qualcuno potesse vederci, come a sottolineare il suo… ruolo, anche se forse ne avrebbe fatto volentieri a meno. Resta il fatto che non mi toccò più nessuno. A febbraio festeggiai i sedici anni e smisi di essere piccolo anche se restai “di proprietà” del vecchio fino a che, a metà agosto, non se ne andò pure lui. A quel punto avevo sedici anni e mezzo e mi trovavo in quella situazione in cui nessuno poteva più vantare diritti su di me. I mesi trascorsero tranquilli fino a febbraio quando, compiuti i diciassette anni, qualcuno mi fece notare che adesso ero diventato un grande. Il pomeriggio decisi di provare questo nuovo status e invitai un piccolo che sapevo essere molto disponibile con i grandi e persino felice di essere al centro delle loro attenzioni, a seguirmi in lavanderia. Mi appartai nella stanza più piccola e più tranquilla e, per sicurezza, mi chiusi anche dentro. Benjamin mi guardava e mi sorrideva e, quando gli feci il gesto di spogliarsi si denudò completamente in un attimo. Aveva un bel corpicino. Gli intimai di spogliare anche me, ma piano e lui si precipitò a farlo. Lo osservai un po', lo accarezzai ma il mio cazzo rimaneva inerte e quindi lo feci abbassare e iniziò a leccarmelo, succhiarmelo. Era bravo. Ogni tanto lo toglieva dalla bocca, alzava lo sguardo per incrociare i miei occhi, mi sorrideva e poi si rituffava sul mio ...
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