1. Avventure di un giovane escort: 1 - l'inizio.


    Data: 22/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    ... rifiutarmi, ma qualcuno mi suggerì, a bassa voce, di farlo perché altrimenti sarebbe stato peggio. Forse aveva ragione. Così mi caricai il sacco sulle spalle e lo seguii. Questa volta sapevo cosa mi sarebbe successo. Non dissi una parola finché non arrivammo la. “Fai da solo o vuoi che ti leghi anche oggi?” Se inconsciamente avevo sperato che non succedesse, adesso era lampante cosa avrei dovuto fare e, guardando per terra mi sbottonai i pantaloni. “Toglili, toglili del tutto, devi avere le gambe libere.” Appena fui nudo dal tronco in giù, mi fece piegare sempre sul cestone e si approfittò nuovamente di me. Questa volta però non fiatai e, una volta fatto se ne andò senza dire niente. Quando tornai in camera uno dei miei compagni mi chiese com'era andata. Risposi che avevamo riempito la lavatrice mai lui mi fermò subito dicendo che si riferiva alla… scopata ed aggiungendo che ero fortunato perché avendomi scelto un vecchio: “lui ti vuole in esclusiva e così non ti può più prendere nessuno. E' la regola qui. Prendi me, non mi ha scelto nessun vecchio e così i grandi mi prendono quando vogliono perché noi siamo piccoli. Tu sei fortunato… E poi non sei tanto alto e sei biondo… sei del tipo che piace… Si, sei fortunato...” Mi spiegò anche che fino ai sedici anni si è piccoli, compiuti i diciassette si è grandi e, superati i diciotto, per i mesi che si resta ancora li, si è vecchi.
    
    Tutto quello che mi disse mi fu ancor più chiaro alcuni giorni dopo quando, mentre stavamo ...
    ... giocando, un grande gli si avvicinò dicendogli di seguirlo in bagno. Lui mi guardò e si allontanò. Tornò una decina di minuti dopo e al mio sguardo ancora incredulo rispose a bassa voce che aveva dovuto fargli un pompino. Non dissi nulla e riprendemmo a giocare. Tra di noi, non si parlava proprio di quanto ci facessero i grandi e i vecchi.
    
    Giuseppe continuò a scoparmi, sempre allo stesso modo per più di un mese. Quando ne aveva voglia, dovunque mi trovassi o qualunque cosa facessi, mi diceva di seguirlo o di andare in lavanderia e io ubbidivo immediatamente. Ma non ero il solo a ricevere questi ordini. Succedeva a diversi piccoli che, a volte, se ne andavano da qualche parte anche con due grandi contemporaneamente. A maggio ci fu una novità: Giuseppe mi ordinò di fargli un pompino. Fu allora che gli vidi per la prima volta il cazzo. Era come il mio. Mi disse di tenerlo dentro la bocca e di muovermi. Crebbe tra le mie labbra fino a diventare durissimo. A quel punto fu lui a dirigere i miei movimenti tenendomi con le mani la testa. Me lo spingeva fin dentro la gola e mi sgridò quando lo feci scivolare di lato contro le guance. Rallentò solo quando ebbi un po' di nausea, ma mi passò subito. Alla fine mi ritrovai la bocca piena di sperma. Era caldo e lo sentivo benissimo. Mi ordinò di non sputarlo e, quando mi liberò la bocca, non mi restò altro che inghiottirlo. Aveva un sapore strano, tra il dolciastro e l'acido, come se fosse del limone dolce, ma colloso e denso. Da quel giorno ...
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