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Prime esperienze di un giovane passivo
Data: 24/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales
... ristrutturazione. Ci trovammo stretti stretti con altri sei ragazzi e, per evitare possibili problemi per una tale convivenza, misero in camera con noi anche un educatore. Ci ritrovammo quindi in tredici nella stessa stanza. Ciò limitò molto l'attività sessuale e per tutto il tempo che restammo li, smisi quasi di avere rapporti con gli altri. Un giorno l'educatore fu sostituito con un altro, un giovane prete, Stefano. Aveva venticinque anni e notai subito quanto fosse… bello. Si dimostrò subito molto severo, facendoci rigare dritti a suon di schiaffoni e urla. Mi accorsi però che solitamente a me non diceva quasi mai nulla e… non mi colpì mai. Lo osservavo spesso, cercando di non farmi notare, perché mi piaceva proprio, ma il tutto si limitò a delle occhiate furtive. E fu così che mi accorsi che mi ero innamorato di quel sacerdote… Ovviamente non dissi a nessuno quello che sentivo e quello fu il più grande segreto della mia vita. Intanto i lavori giunsero al termine e ci avvisarono che saremmo ritornati nelle nostre camere. Ma c'era una grossa novità. Tutte le stanze erano solo per due persone e persino con il bagno e, la prima era destinata ad un educatore che così poteva controllare l'intero piano. Al termine del pranzo il direttore ci assegnò le stanze. Con mia grande meraviglia fui smistato nella prima camera, quella dell'educatore. Ma la meraviglia ben presto si trasformò in incredulità e poi in gioia quando seppi che dovevo dividere la camera con don Stefano. Mi ...
... sembrava impossibile quanto stava succedendo. Quando ci trovammo assieme in quela stanza, cercai di nascondere la mia gioia. Mi disse subito che mi aveva voluto con lui perché gli ero sembrato un bravo ragazzo e perché aveva sentito fin troppe strane voci sul mio conto… Per tutto il tempo che sistemò le sue cose continuai a guardarlo. Dio com'era bello avvolto in quella lunga tonaca nera stretta. Il resto della giornata passò normalmente. A cena alcuni dei miei precedenti compagni mi dissero che, appena potevo, dovevo andare a trovarli perché volevano ricominciare a… giocare con me. Feci di si col capo cercando di dissimulare che anche quanto mi stavano chiedendo mi stava facendo contento. Ormai la giornata volgeva al termine e ci ritirammo nelle nostre camere. Dopo cena era vietato uscire nei corridoi e don Stefano passeggiò per una mezz'oretta per accertarsi che quella prima notte nelle nuove stanze passasse in modo tranquillo. Quando entrò, stranamente, chiuse a chiave la porta. Mi disse subito che dovevo farmi la doccia perché a lui piacevano i ragazzi puliti e mi invitò a spogliarmi. Tolsi il camicione, la canottiera, i pantaloni e le mutande. Mi riprese dicendo che dovevo piegare gli indumenti prima di appoggiarli sul letto. Lo feci e quindi raggiunsi il bagno. Lui si fermò sulla porta e mi guardò per tutto il tempo con un'espressione compiaciuta. Quando ritornai in camera mi domandò come mai non avevo i testicoli e ascoltò attento quanto gli raccontai. Subito dopo si ...