-
Prime esperienze di un giovane passivo
Data: 24/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales
... sedette sul letto e mi disse di avvicinarmi. Mi toccò a lungo l'inguine e il pene chiedendomi se lo avevo avuto sempre così piccolo. Infine cominciò a giocarci e, tenendolo tra pollice ed indice, prese a masturbarmi. Ero esterrefatto. Non mi capacitavo che stava succedendo a me. Lui, l'uomo che amavo segretamente era davanti a me e mi faceva l'amore… Inoltre nessuno mi aveva mai fatto questo. A tutti interessava solo la mia bocca e il mio culo… Mentre godevo per quanto stavo vivendo, lui continuava, lentamente e dolcemente e, poco dopo mi ritrovai con il pisellino duro duro, anche se non si era quasi per niente allungato. Insistendo ancora mi fece eiaculare dirigendo lo schizzetto sul palmo della sua mano. A quel punto sollevò lo sguardo che era sempre rimasto fisso sul mio sesso e si alzò dicendomi, come se non fosse successo niente, che in quella camera c'erano delle regole da rispettare. Ne elencò alcune: non dovevo mai rispondere se qualcuno bussava o chiamava, anzi, dovevo stare in silenzio. Inoltre avrei dovuto restare soltanto con il camicione addosso e senza altri indumenti, sempre, di giorno e di notte. Aggiunse solo che, se volevo, potevo toglierlo per dormire. Mi sarei messo i pantaloni solo per uscire dalla stanza. Concluse chiedendomi assoluta obbedienza e, mentre continuavo ad annuire con il capo, terminò facendomi promettere che non avrei più avuto alcun incontro… di quel tipo con gli altri ragazzi del centro. Promisi. R: quindi ti voleva tutto per ...
... lui… L: si ma per me questo era stupendo… Più lo guardavo e più mi sembrava bellissimo. Un dio! R: si, ma sempre uno che si stava approfittando di te… L: no, non la vedo così. A me piaceva e avrei pagato per poter stare con lui. R: si, ma lui non lo sapeva… L: no, lo sapeva. Non so come ma lo sapeva perché tra tutte le cose che mi disse aggiunse anche che non avrei mai dovuto far capire a qualcuno che mi piaceva e, soprattutto, non avrei dovuto mai, ma proprio mai, dirlo a nessuno. Avrei dovuto tacere su tutto quello che sarebbe successo tra di noi. Poco dopo indossai la camicia e mi misi a letto. Lui si sbottonò la tonaca e la tolse. Sotto indossava solo degli slip e i calzini. Aveva un corpo da favola ed era praticamente coperto di una fitta peluria nera quasi dappertutto. Dandomi la schiena si tolse anche gli ultimi indumenti e, augurandomi la buona notte, si coricò. Ci lasciai gli occhi su quel perfetto culo che mi mostrò. Io non presi sonno, aspettandomi che don Stefano venisse da me, ma non successe. Alle sei suonò la sua sveglia. Si alzò e mi disse di andare con lui in bagno. Lo feci immediatamente e, finalmente, potei osservare anche quanto portava tra le gambe. Li c'era una foresta dalla quale si staccava un gran bel cazzo che sovrastava due grosse palle scure. Mi disse che avrei dovuto fare tutti i giorni quanto mi avrebbe mostrato. Cominciò con fare la pipì mentre io, al suo fianco dovevo tenergli il pene ben indirizzato verso la tazza. Lui fece ...