1. Prime esperienze di un giovane passivo


    Data: 24/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    ... altrettanto con me. Poi ci lavammo i denti e di seguito ci facemmo la doccia, questa volta assieme. Prima lo insaponai e quindi lui lo fece a me. Anche il risciacquo seguì questa sequenza. Terminata la doccia lo asciugai con un grande asciugamano e poi fui asciugato. Ero assorto dal piacere per quello che stavo vivendo quando si fece serio e mi fece un lungo discorso che non compresi bene ma che potrei riassumere così: lui, alla mattina, aveva bisogno di scaricare i suoi istinti sessuali per poter essere un bravo prete e aveva scelto me per farlo. Dopo la doccia mi sarei dovuto appoggiare al lavandino e lui mi avrebbe penetrato e scopato fin che non si sarebbe sentito sereno e pronto per iniziare la giornata. Sembrava quasi che volesse avere la mia approvazione e io gliela diedi cercando di celare la gioia che quella proposta mi stava suscitando. Pure lui mi sembrò contento. Aggiunse che avremmo cominciato subito. Mi aiutò a mettermi nella posizione che voleva e mi raccomandò di memorizzarla, quindi iniziò a sbatacchiare il cazzo tra le mie chiappe. Lo fece per un po', evidentemente per preparalo e, appena smise, cominciai a sentirlo entrare. Lo fece lentamente, aspettando che mi dilatassi e mi aprissi da solo, senza forzare. Quando fu tutto dentro cominciò a muoversi: lo fece piano ma continuò per un tempo che mi sembrò infinito. Credo che mi scopò per almeno mezz'ora. Era grosso e lungo e lo sentivo bene, almeno all'inizio, perché dopo alcuni minuti cominciai letteralmente ...
    ... ad impazzire per il piacere che mi stava procurando. Volevo restare fermo ma non ci riuscivo proprio. Lui se ne accorse e mi invitò a trattenermi, a non manifestare così apertamente il mio piacere. In ogni caso, continuò senza fermarsi. Mi accorsi che stava per venire perché, pur non cambiando quell'incessante ritmo, cominciai a sentirgli il respiro pesante, quasi in affanno, anche se cercava di non farlo notare e poi smise proprio di respirare, trattenendo il fiato e bloccandosi con il pene completamente conficcato dentro di me. Rimase così alcuni minuti prima di uscire. Mi disse di asciugarmi con un asciugamano ma di non lavarmi e ritornò in camera per vestire l'abito talare. Fui contento che se ne andò mentre mi nettavo il suo sperma che mi colava lungo le cosce perché stavo impazzendo dal piacere e finalmente potei fare quei profondi respiri che avevo a lungo trattenuto. Mi sembrava di bollire dentro tanto mi era piaciuto. Ma non avevo goduto solo con il corpo ma anche con la mente. Per terra c'erano delle gocce che mi erano uscite mentre mi stava soddisfando. Asciugai anche quelle. Come entrai in camera lui rientrò nel bagno, con addosso solo le mutande, per farsi la barba. Quando uscì non disse nulla, si infilò e abbottonò la tonaca e se ne uscì lasciandomi ancora stordito. Erano già passate le sette.
    
    R: la racconti divinamente. Sei bravissimo. Mi sembra di essere li con voi… guarda. Gli indicai nuovamente il mio sesso che era ritornato duro. Mi sorrise aggiungendo ...
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