-
L'amore per il sesso
Data: 24/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Passionale36
... con avidità. "Ti piace il cazzo è", mi disse, "si mi piace il tuo cazzo, amo il tuo cazzo", "è tutto tuo Amore", mi disse. Dopo minuti che glielo leccavo, mi prese per i capelli e mi fece mettere in piedi, mi sbatté al muro e con forza entrò come il burro dentro di me. Cominciò a scoparmi sempre più forte, "ti piace scopare vero, ti piace essere scopata vero", mi disse "si mi piace essere scopata da te", gli dissi. "Spingi, spingi, scopami" le sussurrai e lui aumentò il ritmo fino a schizzare dentro di me, non prima di avermi sentito godere urlando a bassa voce per non farmi sentire da fuori il bagno. Lo amavo ogni giorno di più e mi sentivo ogni giorno più vogliosa di fare sesso con lui. Ero curiosa di scoprire cosa avesse in mente per farmi godere ed ero immersa nel pensiero di come donargli piacere. Avevo troppa voglia del suo cazzo e non mi bastava mai. Ogni giorno che passava ero di più alla sua mercé. Un pomeriggio di primavera, la temperatura gradevole, il vestitino corto che portavo, la gonna che svolazzava ad ogni piccolo colpo di vento, stavamo facendo shopping per le vie del centro di Roma, era un viaggio che desideravamo tanto e andare in giro accanto a lui mi faceva sentire protetta e felice. Ad un certo punto lui mi fa: "Ma lo sai che sei sempre più bella, forse è l’aria di Roma ma sei ancora più eccitante degli altri giorni, vieni qui", e mi abbracciò forte e mi mise la lingua nella bocca baciandomi con foga ed eccitazione. Ma lo sai che ti ...
... trovo anche io oggi più eccitante, gli dissi io, lui mi fece girare come una trottola intorno a se stesso e poi mi spinse forte contro il muro. Sentivo le sue mani sul mio seno scendere giù e infilarsi da sotto la gonna, agganciare il mio perizoma di colore nero a forellini rossi e portarselo giù verso i miei piedi, non era possibile, mi stava denudando in pubblico. Ma, cosa fai, gli dissi, ma non feci in tempo a proferire ulteriori parole e vidi i miei slip nella sua mano destra, ero nuda. "Vieni, andiamo in giro per negozi ora". "Ma mi vergogno", gli dissi, "non ti preoccupare, vedrai che ti piacerà e poi stai più comoda non è vero?" Bè, si, era vero, ero più comoda ma mi sentivo, non so, come sporca. Andammo in giro per qualche negozio, e io mi sentivo guardata da tutti, sentivo gli occhi dei ragazzi su di me, sulla mia gonna che svolazzava e che poteva far vedere la mia figa liscia e umida, si, umida, perché ero eccitata da questi pensieri. Entrammo in un negozio che vendeva abbigliamento sportivo, lui prese una maglietta blu con su scritto “ I love the Woman when sleep “, mi prese per mano e mi condusse vicino ad uno stanzino per provarla. Provai a staccare la mia mano dalla sua, ma sentivo che la sua presa era forte e mi trasportò con li dentro lo stanzino. Mi baciò, forte, e mentre le sue labbra erano attaccate alle mie, e la sua mano sinistra teneva la maglietta, la sua mano libera toccava la mia figa, umida e vogliosa di lui. Fu proprio quando sentii la ...