1. La pazza di Villa dei Cedri (fine)


    Data: 25/12/2020, Categorie: pulp, Autore: Edipo

    Era Lisa, la pazza. Ebbi una visione spettrale e magnifica al tempo stesso. Una camicia candida lasciava quasi scoperto il seno, i riccioli biondi brillavano nel chiaroscuro come del resto gli occhi verdi così accesi che sembravano segnali di febbre alta. Mi fissò a lungo, in silenzio, e io, ve lo confesso, io che non ho tremato di fronte ai cannoni e alle baionette, ebbi paura. Non era solo il timore di una creatura che, nonostante le rassicurazioni del fratello, suscitava una legittima ansia per le sue condizioni mentali, ma perché per la prima volta mi trovavo di fronte una donna che, senza i falsi pudori che impongono al gentil sesso modestia e verecondia, guardava un uomo con il desiderio animalesco e selvaggio dell'accoppiamento. No, vi giuro, non ero contento di approfittare della malattia di quella povera ragazza, non avete capito, io la temevo, temevo quella donna, i suoi desideri, la sua ingenua e incolpevole lussuria. Con la mano libera mi accarezzò la fronte e il viso, sussurrando:"Come sei bello!" Posato il lume sulla colonnetta accanto al letto si sfilò la camicia e vidi un corpo nudo bellissimo...no, lasciate che vi spieghi, non è lascivia la mia, ma il corpo di una donna è un capolavoro della natura e il suo era il capolavoro più riuscito che avessi mai visto. Pensai a tante donne che avrebbero desiderato un corpo come il suo e lei, invece, era costretta a nascondersi, a vivere segregata. Mi venne in mente, in una strana associazione di idee, l'Eden, il ...
    ... paradiso perduto, e Lisa era come un tesoro nascosto, sottratto agli uomini che vivevano all'inferno...sto facendo il poeta? Vi chiedo scusa, torniamo a noi. Venne a strofinarsi contro di me, sul letto, le sue labbra cercavano avide le mie, mi diede un bacio che mi soffocò quasi, era...era, offenderò le vostre orecchie se dico che era in calore, sì, da tanto tempo non stava vicino a un uomo, la lunga astinenza l'aveva sfinita e...mi prese una mano e se la pose tra le gambe, aiutandomi a darle piacere, ma la voglia di maschio non poteva esaurirsi così, cominciò a spogliarmi con foga, quasi con violenza, voleva denudarmi ad ogni costo e io la lasciavo fare, lasciavo che ogni cosa si compisse, che tutto giungesse alla naturale conclusione...già ero rimasto solo con i mutandoni di lana e lei cercava di strapparmeli via e vi era quasi riuscita quando il sogno, l'incubo si fece realtà, alle sue spalle vidi il volto di pietra della baronessa Marcella, in quel momento forse pensai, mi illusi che fosse ancora il sogno di prima, ma la lama di un lungo coltello luccicò e il riflesso mi colpì nelle pupille, mi accecò e per un attimo vidi solo un fiotto di sangue che sgorgava dal braccio destro di Lisa che gridò come una lupa ferita, poi la lama si diresse verso di me e fu allora che ricordai di essere un pluridecorato, avevo una medaglia d'argento e due di bronzo appuntate sul petto, ero scampato agli austriaci, a quattro anni di guerra, al gelo, al lerciume e ai topi nelle trincee, non potevo ...
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