1. Il profumo


    Data: 25/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Francesco00

    ... sporge verso di me, con la punta del naso che sfiora i miei capelli e il mio collo e dice semplicemente:
    
    “Allure”.
    
    “Non è possibile. Hai indovinato!”
    
    Mordendosi il labbro inferiore e fissandomi con occhi da cerbiatta dice: “Cosa ho vinto?”
    
    La trascino nel corridoio semibuio dietro la cassa, per nasconderci dall’occhio indiscreto delle telecamere di sorveglianza. Una mano scivola sulla sua spalla accarezzandole voluttuosamente il collo, interrompendo i suoi pensieri e togliendole ogni dubbio. Un brivido percorre la sua schiena. Chiude gli occhi. Sono dietro di lei e le respiro sul collo senza toccarlo. Può sentire il mio odore, il mio profumo. I nostri corpi si sfiorano, le mie labbra bollenti le accarezzano la pelle salendo verso il suo orecchio, lecco il padiglione per poi scendere verso il lobo, che mordo più volte con sempre maggiore intensità. Le mani scendono lentamente lungo le braccia, si soffermarono a solleticare le dita, ad accarezzare i polsi, a chiudersi sulla loro circonferenza. La afferro per i fianchi e nel girarla la attiro a me premendo le sue tette sul il mio petto: le sue labbra sono contro le mie, le nostre lingue avidamente si intrecciano e si staccano solo per esplorare meglio ogni angolo delle nostre bocche. Le sfilo la maglia, indossa un reggiseno di pizzo senza coppe che mi regala da subito la vista delle sue tette grandi e sode, glielo slaccio gettandolo a terra e faccio scorrere il palmo aperto delle mani contro i capezzoli scuri che ...
    ... sono già eretti e puntati contro il soffitto, li torturo meticolosamente, strizzandoli e torcendoli, strappandole mormorii e gemiti di dolce sofferenza. Le spingo in basso la cerniera che è sul fianco destro dei pantaloni, la mano scorre sotto la seta fredda delle mutandine e il piacere esce dalle sue labbra socchiuse con un sibilo sordo. Il corridoio si riempie del suono dei nostri respiri e avverto un leggero tremolio alle sue gambe mentre sta in piedi, la giro con la faccia contro la parete bianca e lei inarca la schiena per offrirmi una visuale ancora migliore.
    
    Il tempo sembra non passare mai.
    
    Le strappo le mutandine, affondo il viso tra le sue natiche e faccio scorrere la lingua dalla figa fino al culo per gustare ogni suo sapore. Lei si abbassa di colpo e armeggia con la mia cintura ma la blocco, la faccio alzare e, mentre mi chino, le sollevo una coscia poggiandomela sulla spalla. Inizio a leccarla a fondo: le avvolgo le grandi labbra con la bocca e la lingua guizza sul clitoride gonfio di piacere, insinuandosi dentro di lei per esplorarla il più a fondo possibile. La mia bocca vuole mangiarla, la porto vicina all’orgasmo più volte e, coscientemente, mi allontano impedendole di realizzare il suo piacere, lei soffre dal desiderio. Riprendo a stuzzicarla finché non resiste, piega la testa all’indietro, e viene inondandomi la bocca coi suoi umori, le gambe tremano e il ventre sobbalza per l’orgasmo. Non le do il tempo di riprendersi che subito la giro a quattro zampe, ...