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Natale da Margherita
Data: 29/12/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Altra
... Con Laura, con Maria... Una volta con Laura e Maria insieme. Lo dice dispiaciuta e colpevole come se stesse confessando di aver ucciso un gattino. Mi viene spontaneo farle una carezza e lei si prende la mia mano e la fa aderire ancora di più alla guancia morbida. Per un attimo le sfioro le labbra. Sono umide e piene. "Beh, tesoro, so che i maschi possono fare paura. Soprattutto alla tua età. Sono esagerati e spesso non sanno nemmeno quello che fanno. Ma non capisco quale sia il problema, magari semplicemente sei lesbica. Ti dispiace?" "Io non credo che sia quello. Se un ragazzo mi bacia o mi tocca provo piacere, ma è come se avessi paura dell'erezione. Anche con Laura e Maria, ecco, lo usano il dildo, ma non con me... Io non ho mai provato la penetrazione." "Capisco. Senti, ora stanno per arrivare gli zii e i bambini, ci sarà molto movimento e poca privacy, ma se ti va più tardi possiamo trovare una scusa per uscire e parlarne meglio. Oppure domani." Fa un sospiro profondo mentre annuisce. Quando si alza io rimango a terra ancora un attimo con davanti il suo culetto giovane che mi trovo a desiderare. Finiamo di decorare l'albero senza parlare, soltanto guardandoci spesso negli occhi. E ogni volta mi sorride. Marco si siede accanto a me sul divano mentre intorno a noi c'è gran confusione di saluti e chiacchiere. Mi appoggia una mano sulla coscia, benevolo, e mi chiede sottovoce "Perché accarezzavi Gaia, prima?" "Voleva dei consigli, risolvere dei dubbi." "Ah, per ...
... l'università?" "No Marco, ha paura di essere penetrata." E mi guardo intorno per accertarmi che nessuno ci stesse osservando o ascoltando. Lui rimane impassibile, ma nel suo sguardo leggo lo stesso solletico che ho provato io. Gaia si siede accanto a me, ci stringiamo sul divano e quando nessuno vede, anche lei mi appoggia una mano sulla coscia. Marco ha mal di testa, non me l'ha neanche detto, ma lo capisco da come si comporta. Questa è un'ottima scusa per ritirarci presto nella nostra stanza. Mi dispiace aver mancato alla promessa fatta a Gaia, ma mi dico che abbiamo davanti due giorni per recuperare. "Baby," mi dice Marco gli occhi socchiusi "vorrei che ora, per aiutarmi con il mal di testa, ti mettessi di impegno a succhiarmelo via." Non chiedo altro perché la giornata mi ha creato parecchie voglie e pensieri sconci. Dal piano di sotto provengono ancora voci e chiacchiere, sempre più deboli. Mi sdraio accanto a lui e inizio ad accarezzargli il cazzo. Lo sfioro con la punta delle dita, dalla base fino alla cappella. Poi lo avvolgo con la mano e lo sego piano e di nuovo lo accarezzo. Prima di succhiarlo voglio farglielo diventare duro e lo voglio stuzzicare. "Ti piace Gaia?" "Ma che dici... Dai.. L'abbiamo vista nascere." "Certo, lo so. Ma è una donna ora e ha paura del cazzo e vuole il cazzo. Non ti va di aiutarla? Mm? Magari glielo dai piano, poco alla volta, prima glielo fai sentire e poi fai scegliere a lei dove lo vuole?" "Mmm." Sospira mentre gli diventa sempre più duro. Vedo i ...