1. Il Corpo, il Verbo e la Mente |8/8| Il caso Ehrenfeld


    Data: 01/01/2021, Categorie: pulp, Autore: Miss Ehrenfeld

    [N.d.A.: Per l'ultimo capitolo di questo ingarbugliato mistero cui vi ho sottoposto finora, faccio una eccezione alla regola e invito dunque tutti voi lettori ad una piccolissima seduta introspettiva: immaginate anche voi di guardare la pioggia. La pioggia, infatti è una componente molto presente in quasi tutti i capitoli di questo racconto. Vorrei dunque introdurre il capitolo finale con questo breve trafiletto scritto da Massimo Recalcati, psicoanalista famoso anche per alcuni programmi TV divulgativi. “Una volta Althusser ha evocato l’immagine della pioggia per dare ragione del carattere assolutamente contingente dell’incontro […] Immaginiamoci per un istante di guardare la pioggia. Le gocce cadono parallele, destinate a non incontrarsi mai, seguendo la forza naturale che le spinge necessariamente verso il basso. Ma la vita può prendere corpo solo se avviene un piccolo scarto, un movimento obliquo, una deviazione, un clinamen dirà Epicuro, capace di spostare il destino già scritto della goccia in modo tale da provocare, nella sua caduta verticale, uno spostamento verso un’altra goccia. È quello che vediamo accadere sulla superficie della finestra nelle giornate di pioggia: mentre percorrono la superficie del vetro discendendola le gocce incontrano casualmente altre gocce dando vita ad accorpamenti più ampi, a “linee di fuga”, direbbe forse Deleuze, ad aggregazioni e a traiettorie impreviste. Potenza dell’incontro, forza contingente della týche, della deviazione, del ...
    ... concatenamento; potenza di Eros, direbbe Freud.” Massimo Recalcati, “Il segreto del figlio. Da Edipo al figlio ritrovato”, Feltrinelli, Milano 2017, pp. 70-71 Grazie a tutti per essere arrivati fino a qui e per essere stati con me in questo piccolo viaggio!] Piove a dirotto. Sono quasi le 20 di un venerdì qualsiasi. Una strada anonima, in un sobborgo urbano di una città apparentemente deserta. Sono davanti una casa. Vestita di stracci. Bagnata fradicia e infreddolita. Cammino in modo incerto, diretta verso luoghi a me ignoti. Sono tuttora indecisa se girare i tacchi e abbandonare tutto alle mie spalle. Desiderosa di lasciare scorrere gli eventi. Timorosa di sapere quale sia la conclusione. Un sospetto che la mia anima non riesce a sopportare. Eppure, non ce la faccio a tornare indietro, alla mia vita. Avevo una casa e un lavoro. Una posizione rispettabile in società. Tutto scomparso. Tutto stravolto. Questa storia deve per forza condurre da qualche parte. Devo poter capire. Manca solo un ultimo e importante step: Suonare il campanello. Un gesto facile. Tuttavia, per come la vedo io, se adesso premessi quel pulsante non avrei più possibilità di dimenticare. Il mio nome è Alice Ehrenfeld. Si pronuncia Elis Erenfelt. L'acca sta davanti la erre. Molti, spesso e volentieri, sbagliano. Quindi mi capita di ripeterlo ogni volta che mi presento. Questa è la casa di Elizabeth. La mia paziente. La paziente che mi ha portata alla follia. Le sue suggestioni mi hanno perseguitata e mi hanno ...
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