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Il Corpo, il Verbo e la Mente |8/8| Il caso Ehrenfeld
Data: 01/01/2021, Categorie: pulp, Autore: Miss Ehrenfeld
... influenzata nel lavoro. Ho perso dei pazienti. Ho perso me stessa. Devo riprendermi ciò che è rimasto. Devo trovarla. Devo parlarle. Suono il campanello. Echeggia un rintocco dal tono leggero. Sento qualcuno avvicinarsi alla porta. “Chi è?” mi chiede. “Sono...” mi blocco un attimo. “Sono Alice Ehrenfeld. La terapeuta di Elizabeth Swann.” aggiungo. Apre la porta un uomo. Sebbene sia vestito con un semplice jeans chiaro e una maglietta, per me è inconfondibile. E' lui. L'uomo del sogno. L'uomo che tutti i miei pazienti avevano descritto. “Oh mio Dio... entra, presto! Sei tutta bagnata. Così ti ammazzi...!” dice lui, toccandomi una spalla. Mi porta al centro della stanza e mi avvolge con una coperta. Mi abbraccia. Un abbraccio intensissimo. Non so cosa dire. Non so come agire. “Io...io sono venuta a parlare con Elizabeth.” gli dico. “Perché non ti siedi, così ne parliamo?” risponde lui. Mi accomodo sul divano, avvolta nella calda coperta. Strofino i capelli umidi per cercare di asciugarli. Sembro goffa e debole. Impaurita e imbarazzata. A questo punto l'uomo interviene, porgendomi in mano una tazza di camomilla. Sarà forse la decima che bevo nel corso di questa giornata. Eppure, il profumo di questa bevanda sembra rassicurante, più di ogni altra cosa. La bevo senza neanche chiedere grazie. “Dunque...” Egli dice “puoi ripetermi, per favore, chi hai detto di essere?” Non capisco il tono con cui quest'uomo mi rivolge la parola. Sembra fin troppo confidenziale. “Io sono la ...
... dottoressa Alice Ehrenfeld. Psiconalista comportamentale.” rispondo io. “Dottoressa Alice Ehrenfeld?” Ripete lui, quasi di riflesso. “Elis... si pronuncia Elis.” Faccio notare io. Sbagliano sempre tutti. “Ah ok. Scusami.” risponde lui, perplesso. “Devo parlare con Elizabeth. Sai dov'è? Dove posso trovarla?” chiedo io, guardandomi intorno. “La sto aspettando anche io, in realtà.” dice lui, tenendomi per mano. Con uno scatto allontano la mano dalla sua, sospettosa. Lui deve probabilmente essere il ragazzo di Elizabeth. Dal modo in cui mi rivolge la parola e da come mi sta vicino, sembra proprio un gran sfacciato! Io sono distrutta, bagnata fino alle ossa e lui tenta subito di avvicinarsi e toccarmi? Avevo già ipotizzato potesse esserci una qualche forma di violenza che avesse turbato Elizabeth. Ora sembrava ne avessi la prova. “Mi stia lontano, per favore.” dico io, spingendolo. “Ok. Scusa. Non ti voglio mettere a disagio...” risponde lui. “Lei si chiama William, vero?” chiedo io. “Si. Sono William.” Penso improvvisamente al disegnino del pirata sul nome di William Cooper con la faccia di Orlando Bloom. “La sua ragazza mi ha rovinato...” dico io, quasi singhiozzando. “Cosa è successo...?” chiede lui. “Mi ha contagiata...! Vedo le stesse cose che vede lei. I miei pazienti hanno visto le stesse cose che ha visto lei. Devo assolutamente trovarla. Devo dirle tante cose. Devo chiederle del suo sogno. Devo chiederle come è proseguito il suo sogno....” dico io, quasi delirante. Lui sospira, ...