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Il Corpo, il Verbo e la Mente |8/8| Il caso Ehrenfeld
Data: 01/01/2021, Categorie: pulp, Autore: Miss Ehrenfeld
... affranto. Porta entrambe le mani alla testa. “Io non avrei mai creduto potesse funzionare davvero...” risponde William, infine. “Non capisco...” dico io, confusa. A questo punto William prende una foto incorniciata e me la mostra. Due ragazzi sorridenti. Uno dei due sembra proprio essere William, coi capelli più lunghi. L'altra è Elizabeth. Pacifica, spensierata. “Questa è una foto prima dell'incidente.” spiega lui. “Eravamo proprio felici.” Alla parola incidente avverto una forte fitta alla testa. Devo per forza chiudere gli occhi, per il dolore. “Stai bene?” mi chiede lui. “Che incidente?” domando io. “Forse è meglio se aspettiamo...” risponde lui. “Aspettare?” domando io. “Si. E' da tanto che aspetto, sai?” mi dice lui, guardandomi con improvvisa dolcezza. Ancora quel campanello. Ancora quel rintocco leggero. “E' arrivata?” domando io. “Credo di si.” risponde lui. Finalmente! Elizabeth è tornata e posso dunque parlarle, chiederle spiegazioni. I miei sogni, la mia ansia. Le mie suggestioni. Voglio che tutto questo finisca. William apre la porta. Una donna entra in casa. La scruto da lontano. Sembra una donna ben vestita. Capelli legati con un fermaglio. Tailleur nero. Scarpe coi tacchi. Un portamento aggraziato... nonostante sia la prima volta che osservo il suo volto, il suo abbigliamento e la sua voce mi sembrano vagamente familiari. Li sento parlottare tra loro, lei mi guarda, incuriosita e pensierosa, quindi si avvicina a me. Ora la posso mettere a fuoco. Un'altra ...
... fitta alla testa, stavolta ancora più forte. Sono quasi paralizzata. Mi rivolge la parola, la sua voce è pacata e quasi ipnotica. “Ciao. Hai detto di chiamarti Alice? Piacere, allora. Anche io sono Alice.” mi dice. “Si pronuncia... Elis....” dico io, accecata dal dolore. “Elis...? Sembra un nome molto bello. Per caso, è il diminutivo di qualcosa?” mi chiede lei, con tono sibillino. “Io non...” tento di rispondere ma non ci riesco. Buio improvviso. Dolore alla testa. Svengo. --- Il caso Ehrenfeld --- Alice Ehrenfeld era seduta sulla sedia, in attesa che la donna si risvegliasse. Osservava William reggerle il capo. Lei sembrava stremata, febbricitante. Lui sembrava addolorato ma allo stesso tempo sollevato. “Crede che ciò sia stato utile? E se ci fossimo sbagliati?” domandò lui. “Se avessimo sbagliato qualcosa lei non sarebbe qui. Non sarebbe affatto tornata. Si fidi, presto si riprenderà.” rispose la dottoressa Ehrenfeld. Ad un certo punto la donna aprì gli occhi, confusa e spaesata. “Ehi... piccola.” disse William, lasciandosi sfuggire una parola di affetto. “Dove.... dove sono?” chiese la donna. “Sei a casa, adesso. Sei al sicuro.” rispose lui. “Will...William? Sei tu?” chiese lei, accarezzando il volto del suo ragazzo. “Si piccola... sono io. Mi riconosci? Mi riesci a vedere?” le domandò William. “Io... io riesco a vederti. Ti riconosco!” disse la donna, scoppiando in lacrime. William l'abbracciò. Pianse anche lui, per la commozione. La dottoressa Ehrenfeld osservò tutta la ...