1. Le avventure di Laura, la moglie cagna. (1a parte)


    Data: 08/01/2021, Categorie: pissing, Autore: Henry Chinasty

    ... favorevoli si incastrarono alla perfezione e tutto andò per il meglio. Ancora oggi, a distanza di quasi dieci anni da quel giorno, quando mi masturbo, mi viene da pensare a quel pomeriggio folle. Eravamo agli ombrelloni, tutti e quattro, ma Silvia, la ragazza della coppia di nostri amici, aveva le mestruazioni e un fastidioso mal di testa, così decise di tornare nella casetta che avevamo affittato insieme a suo marito. Noi restammo un altro po’ in spiaggia. La casetta, che avevamo affittato insieme, era più piccola di come diceva l’annuncio, i letti cigolavano e non potevamo fare nulla senza che ci sentissero. Non avevamo ancora mai avuto l’occasione per stare un po’ da soli. Erano quattro giorni che non scopavamo, stavamo impazzendo. Ci guardammo negli occhi in maniera inequivocabile, volevamo saltarci addosso ma non sapevamo come fare. In Salento non esiste una spiaggia che non sia gremita di persone e farlo nell’acqua non ci piaceva. Ad un tratto ebbi una grandissima intuizione: Il pedalò! Avremmo preso il pedalò, saremmo andati a largo e ci avremmo dato dentro. Lei era felicissima, non vedeva l’ora, prese a ridere e a battere i piedi, impaziente di poter uscire da quel carnaio e fare sesso. Dovemmo aspettare quasi mezz’ora che tornasse il gruppo precedente e portasse indietro il pedalò. Fu mezz’ora d’inferno, non riuscivamo a stare fermi, non riuscivamo ad aspettare, fumai almeno due sigarette, poi finalmente ecco il pedalò che si avvicinava al bagnasciuga. Feci una ...
    ... corsa fino all’ombrellone del bagnino, pagai 15€, i 15€ spesi meglio di tutta la mia vita. Salimmo in fretta e cominciammo a pedalare verso il mare aperto. Quando iniziammo a vedere gli ombrelloni piccoli e le sagome dei bagnanti quasi indistinguibili lei si alzò dal sedile, venne verso di me e si sdraiò perpendicolare al mio corpo, posando la sua testa sul mio bacino. Lentamente e dolcemente me lo tirò fuori dal costume e iniziò a scappellarmelo su e giù con ritmo cadenzato. Non appena iniziò a gonfiarsi la cappella lo prese in bocca. Era bravissima a fare i bocchini, sapeva quando volevo godere e quando volevo che me lo coccolasse soltanto. Mentre lei succhiava io continuavo a pedalare. Poco più a largo di dov’eravamo noi scorsi un altro pedalò con quelli che sembravano essere due ragazzi. Alzai il ritmo della pedalata per tentare di raggiungerli. Loro erano quasi fermi, pedalavano stancamente, forse cercavano il posto migliore per tuffarsi. Ben presto fummo molto vicini e Laura smise di succhiare, mi guardò maliziosamente e mi disse: “Guarda che me ne accorgo che ti stai avvicinando di proposito eh…” Io risposi: “Che c’è? Da quando ti vergogni che qualcuno ti veda mentre mi fai una pompa?” La stavo sfidando, sapevo come prenderla, infatti mi rispose: “E chi si vergogna? Se non ti fossi avvicinato da solo te l’avrei chiesto io” E ricominciò a succhiare, senza guardare l’altro pedalò. Ormai ero dietro di loro, a meno di dieci metri. Pensai a cosa fare e tutto girò come doveva ...
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