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Le avventure di Laura, la moglie cagna. (1a parte)
Data: 08/01/2021, Categorie: pissing, Autore: Henry Chinasty
... definitivamente prostrata in ginocchio davanti a lui. Aveva staccato la bocca ma ogni tanto lo baciava sulla cappella. Gli stava tirando una sega dentro la sua bocca spalancata, con tutta la lingua di fuori, ad aspettare la sua prima sborrata extraconiugale. Lui all’improvviso urlò e le diede della cagna, poi le prese la testa e le tolse violentemente il cazzo di mano. Si stava masturbando nella bocca di mia moglie. Diede si e no dieci colpi, poi la umiliò. Aveva sborra negli occhi, sulle guance e la maggior parte in bocca e sul mento, le colava lentamente sul collo. Lui sussultò e vibrò vistosamente, lei riprese a succhiarlo, lo cullò per quasi un minuto nella sua bocca e poi lo pulì tutto quanto, palle comprese e lo baciò sulla punta. Lui mi guardò imbarazzato, io feci un cenno di ringraziamento e poi uscì. Mia moglie si tirò su, venne a mettere la sua bocca a un centimetro dalla mia, iniziò a menarmelo. Era completamente coperta di sborra, ne aveva ancora tanta anche in bocca e sulle labbra. Puzzava di cazzo, di sborra, di pompino, di troia da cesso pubblico. Avevo voglia di baciarla. Mi guardò, sorrise e mi disse: “Hai visto? L’ho fatto per te, ti è piaciuto? Voglio rifarlo presto.” Io annuii, lei mi prese dietro il collo e aggiunse: “Assaggia il sapore di tue moglie che ha appena sbocchinato un lavacessi”. Mi baciò. Che bacio! Le leccai la lingua, era viscida del seme di un altro uomo, mi faceva impazzire. Mi staccai e cominciai a leccarle il collo, proprio dove si era ...
... fatta venire. Si inginocchiò di nuovo, mi guardò, sussurrò: “Perché mi pulisci? Tanto adesso mi risporchi tutta.” e mi fece godere. In un attimo. ingoiò guardandomi negli occhi. Ci baciammo, poi uscì sgattaiolando dal bagno degli uomini ed entrò in quello delle signore. Si ripulì ed andammo a fare la spesa. Passò circa un anno da quell’episodio, un anno in cui lo facevamo dovunque e facevamo partecipare chiunque. Avevamo raggiunto una complicità mai provata prima. Lei si divertiva, le piaceva sorprendermi, non diceva mai di no. In più godeva ad avere quei “momenti di licenza” per assaggiare e farsi sbattere da cazzi diversi dal mio. Ogni volta cercava di alzare un po’ di più l’asticella della perversione. Spesso era lei stessa a chiedermi di prenderla nei posti e nelle situazioni più sconvenienti. Al parco in pieno giorno, nel negozio dove lavorava, durante la pausa pranzo. Una volta mi tirò una sega in un ristorantino dove andavamo da quando eravamo fidanzati ma fummo interrotti dal cameriere e dovette finire il lavoretto in macchina, con la bocca, mentre tornavamo a casa. Quell’Agosto, in Salento, c’eravamo ripromessi di non coinvolgere i nostri amici nei nostri “giochini”. Li conoscevamo da troppo tempo, non avevamo un tipo di rapporto così aperto da permetterci di confessargli tutto e avevamo paura del loro eventuale giudizio negativo e quindi anche di rovinare l’amicizia, così decidemmo di “rilassarci” e goderci la vacanza tra di noi. Quel giorno però le circostanze più ...