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La canasta delle casalinghe - 2: a casa mia
Data: 10/01/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: IlBaroneRosso
... sporcarlo. Io ero con la pancia sotto, non dritto, ma un poco più appoggiato sul fianco destro, la faccia rivolta vero lo schienale del divano. Con la corda che legava la mia caviglia sinistra, mi hanno alzato la gamba e la coscia. Avevo una paura fottuta che mi facessero male. - Fate piano, quel coso lì è troppo grosso . . - Non ti preoccupare – mi fa Anna – adesso ti infilo questo qui, che è più piccolo, ci metto sopra un po’ di lubrificante, vedrai che non ti fa male. Poi quando il sedere ti si è allargato, ci infiliamo quello grosso, stai calmo. - Fa così, sempre, ma poi gli piace – aveva poi aggiunto alle altre maialone, come se ogni sera facessimo quel gioco lì . E un’altra, forse Valeria, aveva aggiunto sottovoce, - adesso lo sistemiamo per bene, questo porco. E con la spatolina che di solito si usa per ammazzare le zanzare, mi ha dato un colpo fortissimo sulla chiappa sinistra. Le altre si sono esaltate, e giù a schiaffeggiarmi le chiappe, a pizzicare, a tirare le catenine che mi strizzavano i capezzoli, a stringermi i testicoli. Io mi lamentavo, ma più mi lamentavo, più forte picchiavano e tiravano loro, e intanto cominciavo anche a godere. - Hai visto – a un tratto disse Anna – ti ho infilato tutto il vibratore dentro e non te ne sei nemmeno accorto. Non era vero, lo sentivo benissimo nel culo e, devo ammetterlo, mi piaceva anche. Me lo aveva infilato su su, mi sembrava di sentirlo in pancia, tanto era lungo ‘sto cazzino, lungo e sottile, ...
... entrava che era un piacere e, devo dirlo, mi piaceva molto e mi stavo agitando, accompagnandolo quando Anna me lo spingeva dentro. Una delle troie, mi sembra Marisa, mi ha preso il cazzo in mano e me lo menava, ma intanto con l’altra mano mi tirava il capezzolo; Valeria faceva altrettanto con l’altro capezzolo, e io stavo godendo in modo vergognoso. - Aspetta – fa una, credo che fosse Marcia – mi è venuta un’idea. e sentivo che sussurrava alle altre qualcosa che non riuscivo a capire. - Adesso viene quello grosso, stai calmo – mi disse invece Anna – mettiti in ginocchioni, così non senti male. Mi hanno tirato su, mi hanno fatto appoggiare le spalle e le braccia sullo schienale del divano, avevo le ginocchia allargate appoggiate sulla seduta del divano, il culo in fuori, e stavo aspettando che mi infilassero dentro il vibratore grosso. Sentivo una mano che mi toccava il buco, mi stavano spalmato un liquido, un lubrificante, e mi infilavano anche due o tre dita dentro, le sentivo benissimo, poi ho sentito una cappella che mi stava entrando piano piano. Era grosso, molto grosso, ma entrava piano piano, per non farmi male, pensavo io. E mi piaceva, cazzo se mi piaceva. Aveva qualcosa di strano, questo vibratore, intanto che entrava sembrava che si scappellasse del tutto, liberando la cappella; e devo ammettere, a parte che mi piaceva un sacco, ma quello sembrava proprio un cazzo vero, grosso e duro, ma un cazzo vero, non un vibratore. Entrava entrava ed entrava, ...