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Radioactive
Data: 30/01/2021, Categorie: Etero Autore: ssbbw69
“Mi sto svegliando tra cenere e polvere. Mi asciugo la fronte e caccio fuori col sudore la mia ruggine.” Il soffitto mi sta fissando da questa mattina. E ora sono le nove di sera. Non ha un'aria minacciosa, lo ammetto, ma nemmeno troppo rassicurante. Mi accendo l'ennesima canna e l'odore dolciastro della maria, unito a quello altrettanto dolciastro dell'erba damiana, invade la stanza. Ai piedi del letto (letto-scrivania-armadio-libreria) due bottiglie di vino. Vuote. Livello depressione: master chef. Per chi si stesse chiedendo che cosa significhi “livello depressione master chef” breve spiegazione: è il punto di depressione più alto (o più basso, a voler sottilizzare) che io riesca a raggiungere. Me ne sono accorta una sera che, disperata per l'ennesimo abbandono di ennesimo coglione, mi ero ritrovata su youtube a vedere i filmati delle selezioni del gioco televisivo. Ad ogni “sì” o “no” rifilato ai concorrenti, io mi scioglievo in lacrime e singhiozzi. Fino a quel momento non sapevo che cosa fosse master chef e non conoscevo nessuno dei tizi che vi lavoravano. Quindi: livello depressione master chef. Tre giorni fa ho scoperto che il mio ex si sposa. Che gli dei maledicano lui e tutta la sua famiglia, ascendenti e discendenti fino alla quarta generazione compresi. Lo ammetto: non l'ho presa benissimo. In fondo sono solo tre anni e mezzo che ci siamo lasciati, che fretta aveva? Sono due giorni che non mi faccio una doccia, non ho un ...
... lavoro consistente da tre mesi, non faccio sesso da un anno, ho finito gli ansiolitici, ho il frigo vuoto e 15 euro è tutto quello che possiedo. Se qualcuno stesse pensando che potrebbe essere peggio, specifico che fuori sta pure piovigginando. Ciliegina sulla torta di prozac: al teatro cittadino c'è un concerto di Pat Metheny ma io non avevo i soldi per il biglietto. E quindi sono a casa, liquefatta sul letto, con un soffitto che mi fissa poco benevolo. Se in questo momento istituissero le Olimpiadi dell'Infelicità mi aggiudicherei l'oro. Mi torna in mente la scena di un film australiano di molti anni fa, con la tizia disperata per non essere riuscita a suicidarsi e l'amico che la rassicura dicendole, più o meno: sono sicuro che saresti una fantastica suicida. Ecco, io nemmeno ci provo a suicidarmi. Sono troppo maldestra. Sono una di quelle persone che si svenano quando aprono la scatoletta del tonno e si accecano stappando il prosecco. Non oso immaginarmi in imprese più serie. Ho una fame che non ci vedo. Fra le canne e l'infelicità, sogno di affogare in una piscina di tiramisù. Visione dell'Ofelia di Millais, con i savoiardi e il caffè al posto di fiori e acqua di fiume. Felafel. Ecco la soluzione. Mi ci ha fatto pensare il titolo della commedia australiana (E morì con un felafel in mano). Prima o poi devo chiedere a uno psichiatra perché nei momenti peggiori della mia vita la mia testa diventa un calderone di citazioni filmiche, ...