1. Radioactive


    Data: 30/01/2021, Categorie: Etero Autore: ssbbw69

    ... richiami artistici, stralci di canzoni e poesie.
    
    Dunque, felafel. E quindi Gennaro, l'unico kebabbaro napoletano della città.
    
    A fatica mi tiro giù dal letto.
    
    Ho fumato troppo. Barcollando raggiungo il bagno e mi infilo sotto la doccia. Più o meno asciutta, mi infilo le prime cose sopravvissute alla lavatrice: una gonna colorata lunga fino ai piedi e una maglia nera molto scollata. Farò la gioia di Gennaro, fiero estimatore delle mie ingombranti poppe.
    
    “Alzo le bandiere, indosso i miei vestiti.
    
    E' una rivoluzione, credo.
    
    Ci dipingeremo di rosso per adattarci.”
    
    “Felafel, Genna'. Due porzioni. E mezzo”.
    
    “Tieni ospiti?”
    
    “No, voglio suicidarmi con un eccesso di fritto e colesterolo”.
    
    Gennaro ride. Non mi prende mai troppo sul serio. Poi però mi guarda meglio e aggiunge: “Hai una faccia...”.
    
    “Genna', ti ricordi Enrico, il mio ex? Si sposa. Il mese prossimo. Dammi anche una bottiglia di bianco. Fresco e con le bolle”.
    
    Gennaro capisce il momento e, serissimo, annuncia: “Ti do un prosecco di quelli buoni ma te lo faccio pagare come un bianco del discount”.
    
    Non ci son cazzi: gli amici si vedono nel momento del bisogno etilico.
    
    Gli lascio dieci euro ed esco. Mi accendo una canna e faccio per tornare sui miei passi, quando dal vicolo sento arrivare la voce di qualcuno che canta Radioactive degli Imagine Dragons.
    
    Versione acustica, solo chitarra e voce.
    
    Ma che voce. Roca, profonda, un graffio alla gola, un pugno allo stomaco.
    
    Seguo ...
    ... voce e note e sbuco in piazza maggiore, proprio a fianco del busker.
    
    Sta in un angolo del portico. Posizione poco felice, forse per proteggersi dalla pioggerella di poco prima. E infatti ad ascoltarlo non c'è nessuno e nella cassetta ai suoi piedi c'è solo qualche moneta.
    
    “Sto per esplodere, prendo forma, quindi si parte sul bus del carcere.
    
    Questo è tutto, l'apocalisse.”
    
    Non so dire se sia bravo o meno con la chitarra. Io, al massimo, suono i citofoni.
    
    Ma la voce. Cazzo, la voce.
    
    Alto, altissimo, jeans neri, camicia chiara, gilet nero e cappello sotto il quale raccoglie capelli lunghi. Barba nera. Braccialetti in abbondanza.
    
    Non mi piacciono gli uomini con i capelli lunghi. Non mi piacciono gli uomini che si mettono braccialetti.
    
    Penso di non aver mai incontrato un uomo più scopabile di quello.
    
    Appoggiata alla panchina lo ascolto incantata. Lui mi sorride e dopo Radioactive attacca una ballata che non conosco.
    
    La voce. Mio dio, la voce.
    
    Un cartello scritto a mano mi dice che i suoi cd sono in vendita a dieci euri l'uno, ma io in tasca ne ho 5 e 5 euri è tutto quello che ho e mica posso comperare un solo lato del cd, no? Però non mi sembra giusto approfittare a scrocco di tanta bellezza e così lascio scivolare la banconota nella cassetta ai suoi piedi, mi appollaio sulla panchina e lo ascolto spiluzzicando i miei felafel.
    
    Mi viene da piangere.
    
    Ok, mi dico, puoi piangere, non vergognarti.
    
    Mi ci sono voluti dieci anni di terapia spalmati ...
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