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Radioactive
Data: 30/01/2021, Categorie: Etero Autore: ssbbw69
... nell'arco di quattordici anni per riconoscere di essere umana, per concedermi di essere umana, per accettare la mia umana fragilità e così su quelle note riverso lacrime. Se calcolo il costo di tutte quelle ore di terapia e lo divido per il numero di lacrime che sto versando, salta fuori che ognuna delle mie lacrime ha un costo spropositato. Quando inizio a formulare pensieri così deliranti so di aver fumato troppo. O forse la mia depressione sta valicando le frontiere del livello master chef. Il busker finisce la ballata. Da quando sono arrivata, non è ancora passato nessuno. La piazza è deserta e dall'altra parte arrivano le note sguaiate di un karaoke nel bar più cool del momento. Mi guarda e sorride: “Mezza città è al concerto di Metheny – dice – e l'altra metà al karaoke. Non è sera”. “Io non avevo i soldi per Pat – rispondo - e pensavo che il karaoke si fosse estinto dopo gli anni '90 insieme al codino di Fiorello”. Lui mi si avvicina: è alto, spalle grosse, si muove al rallentatore e sorride sempre. Da vicino si vedono rughette leggere attorno agli occhi. Non riesco a dargli un'età precisa, ma penso sia più giovane di me di qualche anno. Dalla tasca tira fuori un pacchetto di fazzoletti di carta e me lo allunga. Non chiede perché piango e io non sento il bisogno di spiegarglielo. Contraccambio allungandogli il vassoietto dei felafel e per qualche minuto rimaniamo in silenzio, disturbati solo dagli echi del karaoke. Sempre senza ...
... parlare, stappo il prosecco. “Non ho bicchieri” gli dico. “Non ho brutte malattie contagiose” risponde lui. Ci passiamo la bottiglia e tiriamo qualche sorso a testa. Il bar ha smesso di berciare. Lui riprende in mano la chitarra e prende a pizzicarla, ma piano piano. “Mi chiamo Andrea”. “Viviana”. Penso che mi sembra di stare in un film di Abel e Gordon. “Ma questa non è Parigi e tu non sei a piedi nudi” dice lui. Lo guardo stupita. Credevo di averlo solo pensato. O l'ho detto ad alta voce o questo uomo mi legge nel pensiero. Andrea si alza e inizia a raccogliere le sue cose. Peccato. Speravo rimanesse qui ancora per un po'. Accendo un'altra canna. Lui si avvicina e mi tende il suo cd. Io penso di non avere soldi per comperarlo e lui specifica: “Te lo regalo”. Accetto. E riprendo a piangere. Lui mi prende la canna e scrocca un tiro. Mi guarda. È altissimo. “Dove abiti?” mi chiede. “Mi sto svegliando, lo sento nelle mie ossa abbastanza da far scoppiare i miei sistemi Benvenuti nella nuova era, la nuova era.” Siamo nudi, sul mio letto, inginocchiati l'una di fronte all'altro. Andrea mi ha chiesto di potersi fare una doccia, poi, come se fosse la cosa più naturale del mondo, si è infilato nel mio letto. I capelli, umidi, gli ricadono sulle spalle. Ha il corpo ricoperto di tatuaggi. Mi piacciono i corpi maschili tatuati. Li trovo erotici. Sorride e allunga le mani sul mio viso appoggia i pollici sulla fronte e poi ...