1. L'osservatore


    Data: 30/01/2021, Categorie: Etero Autore: passepartout

    ... sulla poltrona davanti al letto, poggiava le braccia lungo i braccioli di pelle, vestito con una giacca verdone da caccia, pantaloni in tweed marroni, camicia a quadri di cotone ed una cravatta di stoffa rossa, stava fumando un sigaro e guardava la sua amica e musa che si spogliava e si apprestava a divertirlo e divertirsi con i suoi giochi erotici. Luisa si sdraiò sul letto, si tolse anche la biancheria e spalancò le cosce tornite, lasciando scivolare la sua esile mano fra la vulva nera bagnata e folta, iniziando a massaggiare lentamente il suo gonfio clitoride, mentre con l’altra mano massaggiava i suoi seni e strizzava i capezzoli turgidi, la sua lingua saettava umida sulle labbra guardando il suo ispiratore immobile sulla poltrona, con sguardo eccitante. Ugo fumava il suo sigaro con leggerezza, accavallò le gambe e continuò a godersi lo spettacolo della donna, che ora aveva tirato fuori dalla borsa un enorme vibratore a batteria, che strofinava sul clitoride, mentre con le sue dita affondava fra le calde labbra della sua fica, i gemiti salivano sempre più alti nella stanza, mentre il professore continuava a fissare l’amica, ogni tanto incitava Luisa a mettersi in una posizione rispetto ad un’altra ma questa era l’unica diversificazione al silenzio. Luisa disegnò diverse posizioni sul giaciglio professorale, umettando con la bocca il suo giocoso fallo posticcio lo infilò nello sfintere avendo un orgasmo dilaniante poi tornò a penetrarsi il sesso gonfio mentre le dita ...
    ... pizzicavano il clitoride, strofinando il vibratore fra i seni immaginando una spagnola fino a quando Giacomini si alzò e avvicinandosi al letto, si piegò fra le cosce di Luisa inspirando profondamente i profumi degli umori, intinse il suo sigaro nel sesso della donna e tornò a fumarlo con gusto. “Spero che lo spettacolo sia stato di tuo gradimento.” Chiese ansiosa l’amica, vicino alla porta di casa. “Come sempre sei stata magnifica.” Confermò il professore baciandole la mano prima di congedarla. Fuori pioveva e l’ufficio del professore Giacomini sembrava un luogo caldo e asciutto nel quale trascorrere alcune ore, anche se Gio temeva che la sua compagnia non sarebbe stata molto piacevole. L’uomo entrò con una cassetta, l’inserì nel videoregistratore e la fece partire, si vide chiaramente Gio che leggeva dei foglietti infilati maldestramente nella manica della giacca, Giacomini si ritenne soddisfatto e interruppe la registrazione. “Allora signorina Ponte, è piuttosto convincente direi, non crede?” disse incrociando le braccia davanti a Gio. “Direi di si professore, ma vede sono stata costretta, dovevo passare quell’esame, se non passo al secondo anno, dovrò pagare di nuovo le tasse e non posso permettermelo.” Disse fissandolo la ragazza. “Lei mette a repentaglio l’intera laurea per non pagare le tasse universitarie? Mi sembra piuttosto sciocco, è sicura che non ci sia dell’altro?” chiese Giacomini con sguardo indagatore. “No professore, assolutamente è solo ed esclusivamente per ...
«1234...»