1. In campagna... 7. la vigna


    Data: 05/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Calaf

    ... apparsa sul glande, lecca tutto intorno la corona prima di chiudere le labbra sulla testa, serrandole appena sotto e succhiando con forza.
    
    Il ragazzo sospira ancora, la mano leggera sulla testa è un muto invito a andare oltre e lei lo raccoglie. Inspira profondamente e poi va giù, sempre più giù, scivolando con le labbra intorno all’asta dura, fino a sentirsi in gola la cappella rovente, resistendo ai conati spontanei, fino a affondare il naso nella peluria del pube. Resta lì un secondo, muovendo appena la lingua, poi torna indietro lasciando una scia di saliva sul percorso. Lascia libera l’asta, osserva la sua opera quasi con orgoglio, stringe entrambe le mani sul cazzo ruotandole in senso inverso, stringendo e lasciando, stupendosi ancora della granitica fermezza del pene, e ancora scende con le labbra nascondendolo alla vista, succhiando e leccando per poi muovere su e giù la testa nel ritmo canonico del pompino.
    
    Il ragazzo non riesce a resistere a lungo, sente l’orgasmo salirgli dentro, le reni muoversi da sole sollevandosi verso l’alto. Non ha il tempo nemmeno di dirle che viene, o forse nemmeno ci pensa, che già parte il primo schizzo di sperma.
    
    Silvia ha avvertito i sintomi dell’orgasmo e stringe le labbra sull’asta poco sotto la corona del glande, nemmeno per un attimo pensa di lasciarlo sfogare fuori. Muove ancora le mani sull’asta, incava le guance nella suzione e finalmente sente schizzargli in gola il seme bollente. La bocca le si riempie presto di ...
    ... sperma e ancora non vuole staccarsi, ingoia finché può e solo alla fine cede al bisogno di respirare e smette di serrare le labbra, lasciando che parte della sborra coli lungo l’asta, sulle sue dita, avviluppando e muovendo la lingua sul glande fino a quando sente l’asta iniziare a perdere il suo vigore.
    
    Solo allora rialza la testa, si tira in piedi, si lecca le labbra deglutendo il poco seme rimastole in bocca. La ragazza la guarda con occhi eccitati, la sua mano è ancora sull’inguine ove appare una piccola macchia di umido sui pantaloncini, e Silvia fa ciò che fece lei: le strizza l’occhio passandosi la lingua sulle labbra, ricevendo in risposta un sorriso complice e gioioso.
    
    Poi Silvia riprende le forbici e come se nulla fosse torna al lavoro, lavoro che svolge meccanicamente perché la sua attenzione è tutta sulle proprie sensazioni, sulla propria lingua ove ancora sente il sapore di lui, sulla gola che ha fatto fatica a contenerlo,
    
    - Sei bravissima, come fai? –
    
    La domanda della ragazza le arriva inattesa da dietro. Si gira e la guarda:
    
    - A fare cosa? –
    
    - Dai, lo sai. A prenderlo tutto dentro. Io non ci sono mai riuscita, a un certo punto mi viene da vomitare e devo smettere. –
    
    - Non lo so, l’ho fatto e basta. –
    
    - No dai, devi insegnarmi. –
    
    - Ti dico che non lo so, non ho un trucco particolare, l’ho fatto. Stop. –
    
    Un po’ la infastidisce la curiosità della ragazza, però si sente inorgoglita dall’evidente ammirazione di lei. Non le va di raccontarle ...