1. Il vestito rosso - seconda parte


    Data: 05/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: lungwolf

    Sul pianerottolo nessuno (o Dio, fa che non incontri nessuno per le scale!). Chiudesti la porta mettendo le chiavi sotto lo stuoino (nelle istruzioni non si parlava di borsa) e infilasti le scale alla massima velocità che i tacchi ti consentivano.
    
    Quando uscisti in strada il sole quasi ti accecò, ancora alto e potente. L'afa ti respinse indietro come un enorme sudata. Con passi indecisi ti avviasti alla fermata, lo sguardo dritto avanti a te per la paura di incrociare altri occhi. La fermata era lontana, in fondo al viale. Davanti a te una vecchia si trascinava aggrappata alla sua borsa. Passandoti accanto quasi ti sfiorò, ma forse non ti vide nemmeno e continuò per il suo andare col capo basso, il collo piegato dagli anni e dal caldo. Tu invece procedevi sfrontata, nuda, bella dei tuoi ventiquattro anni, eretta sul busto, le anche oscillanti a ogni passo, il rumore dei tacchi ovattato dall'asfalto liquido del marciapiede. Dietro di te una macchina sopraggiungeva, il motore che girava piano e la ventola che girava impazzita. La macchina ti seguiva passo per passo lungo il marciapiede sgombro. La sentivi già da un pezzo e ti sembrava di avvertire gli sguardi che si poggiavano pesantemente sulle natiche dritte e le carezzavano oscenamente. Non avevi il coraggio di girarti e continuavi nel tuo incedere oscillante col sudore che ti rigava le tempie.
    
    Poi i due si affiancarono, giovanissimi (avranno preso la macchina di papà!), guardandoti il corpo sfacciatamente. Quello più ...
    ... vicino ti si rivolse attraverso il finestrino abbassato: "Ciao bella bambolina! Dove vai con questo caldo? Vuoi un passaggio? Dai, sali!". Banale, pensasti. Ma mentre pensavi la macchina accostò ancora e quello che ti aveva parlato, tirandosi un po’ sù, ti mostrò il membro duro e la mano che lo scorreva sù e giù, poi disse: "Ho il cazzo duro bambolina. Perché non ti fermi e vieni a succhiarmelo?". Rimanesti stupita, le guance arrossate, le mani tremanti, senza sapere cosa rispondere. Ma tenevi lo sguardo fisso sul pene gonfio di lui, senza riuscire a girare la testa (dai, fermati, infilati in bocca quel bell’uccello! Sono due, sono giovani, possono mettertelo dentro chissà quante volte! Volevi giocare, no? Allora gioca!). Vacillasti un attimo mentre la mano di lui accellerava il ritmo: "Avvicinati, fammela toccare, ce l'hai bagnata, eh? Guardami ho il cazzo che mi scoppia!". E tu ipnotizzata glielo guardavi e sentivi il miele caldo colare giù fra le cosce che si sfregavano ad ogni passo. La mano ora era velocissima, gli vedesti chiaramente dilatare il glande, vomitando sperma attraverso il finestrino, fino sul selciato bollente della strada. Cominciasti a correre giù per il viale, a rischio di romperti una caviglia, seguita dalle risate sguaiate dei due ragazzi. Col petto ansimante, vedevi finalmente la fermata avvicinarsi e (terra, terra!) sotto il palo della fermata la figura di un uomo di mezza età, ben vestito, che diventava sempre più grande man mano che ti avvicinavi. ...
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