1. Il vestito rosso - seconda parte


    Data: 05/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: lungwolf

    ... corrimano pensasti: "E se questo fosse parte del gioco? Se lui fosse, come me, una pedina di questo assurdo gioco partorito dalla mente di un pazzo?". La mano ti ricadde sul ferro stringendolo. Lui aveva allentato la presa e adesso ti carezzava lentamente il sedere, ne percorreva tutta la rotondità, si soffermava fra le natiche, la dove eri oscenamente bagnata, costringendoti a divaricare leggermente le gambe per fargli posto. Poi scese fra le cosce e subito risalì fino alla fessura umida, riempiendosi la mano morbida e ben curata del tuo pube turgido. Con le punta di due dita trovò il clitoride e lo strinse strappandoti un gemito. Ti accorgesti di avere ora le gambe aperte e la schiena arcuata, il sedere ben proteso all'indietro. Ti infilò un dito fra le labbra caldissime e cominciò a farlo correre dentro e fuori con lentezza mentre, appoggiato alla tua coscia, ti premeva contro il membro rigido sotto la stoffa dei pantaloni. Poi aprì la cerniera e lo tirò fuori poggiandolo sulla tua mano che scendeva giù come morta lungo il fianco. Senza esitazione lo prendesti (mio Dio, ma che sto facendo!) e lo percorresti tutto da cima a fondo. Era un membro piccolo, bollente, duro. Intanto lui continuava a penetrarti, adesso con due dita, sempre con lo stesso ritmo blando, infinito. Tu iniziasti a scorrere su e giù la pelle del pene con piccoli movimenti nervosi, sempre più veloce. Ti voltasti appena per riuscire a guardarlo, viso gentile, forse cinquanta anni, baffi ben curati, nessun ...
    ... sorriso, gli occhi come due fessure piantati nei tuoi. Ti leccavi le labbra mentre acceleravi il movimento della mano, pregando mentalmente che lui facesse altrettanto, la testa appoggiata sul vetro del finestrino, gli occhi serrati, i capezzoli durissimi. Poi lui ti sollevò appena il vestito fino a mettere a nudo la vagina, si spostò appena verso di te e tu sentisti il tuo sperma bollente bagnarti i peli del pube e poi l'anca e la coscia. Te lo tolse di mano, il tempo di capire e di girare la testa, che lui era già davanti alla portiera e scendeva per strada. Ti saresti messa a urlare, mentre due lacrime di rabbia scendevano a rigarti le guance (ti ha lasciato a mezzo, eh porca?! Ci avevi preso gusto, eh? Avresti voluto pisciare tutto il tuo piacere, vero bambolina?!). Si, era vero. Eri a un passo, un piccolissimo passo dall'orgasmo, la schiena percorsa da brividi, i muscoli delle cosce tirati fino a farti male, i capezzoli lividi. E lui ti aveva mollato lì! Si era servito di te, aveva fatto il suo porco comodo e poi se ne era andato senza dire niente, lasciandoti come una prostituta (e non ti ha nemmeno pagata, cretina!). Non sai quanto tempo passò prima di poterti calmare, quanta aria nei capelli e sul viso, quanto di quel fiato caldo che, attraverso il finestrino, la città ti alitava contro. Guardavi fuori le strade deserte e le case scorrere via, le saracinesche abbassate dei negozi come tanti denti serrati di una bocca enorme. Sembrava quasi che la città digrignasse per ...
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