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Il vestito rosso - seconda parte
Data: 05/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: lungwolf
... Ti voltasti un attimo, la macchina non c'era più. Rallentasti prima della fermata, riassumendo pian piano il tuo passo regolare, e vi arrivasti col fiato grosso e il corpo fradicio. Mentre ti appoggiavi a un albero, ti accorgesti che lui ti guardava (e che pretendi, cretina, che si giri dall'altra parte? Sei conciata come una puttana!) insistente, osservava le gambe lucide, il vestito inzuppato, i capelli sudati che a ciocche si incollavano sul viso e sul collo. Abbassasti il capo, gli occhi fissi sulle scarpe di vernice, il seno che si alzava e si abbassava frenetico. Chiudesti gli occhi e di colpo ti vedesti chinata, la testa dentro il finestrino dell'auto, mentre con una mano sui testicoli spalancavi la bocca su quel membro violaceo. Ti sembrò per un attimo di sentire la mano di lui forzarti le cosce fino a raggiungere le labbra gonfie e aperte. Ti sembrò di sentire le dita di lui penetrarti con forza, facendoti gemere. Con gli occhi sempre chiusi, passasti la lingua sulle labbra aride, mentre sentivi la vagina sciogliersi di qualcosa molto simile al piacere. Provavi piacere e insieme vergogna, una sensazione mai conosciuta finora che ti pungeva la schiena come un vestito di spilli. Forse un colpo di tosse dell'uomo, o forse perché i sogni prima o poi finiscono sempre, riapristi gli occhi mentre lui ti guardava ancora. Evitasti il suo sguardo. Respirando forte col naso potevi sentire il tuo sudore acre (ma sei completamente zuppa, tesoro!) aggredirti i sensi ...
... mescolandosi al profumo intenso che le tue cosce spandevano nell'aria. Tornare indietro, a casa, infilarsi sotto la doccia gelida, dimenticare tutto (dimenticare cosa? Una semplice masturbazione mentale per giunta nemmeno conclusa? E' tutto qui quello che sai fare?!). Sarebbe stato facile, bastava volerlo (ma tu non vuoi, tu vuoi sapere cosa c'e' dopo, vero? Quant'è che non ti lasci andare, che non fai una cazzata? Forse non ti sei mai lasciata veramente andare! Oh, di certo con lui, troppa poca fantasia! Non vuoi sapere quali sono i tuoi limiti ? Quanto sei veramente in grado di giocare?!). Arrivò il tram con un rumore di freni che ti ferì gli orecchi e ti frustò il corpo facendoti sussultare. Senza pensare salisti i gradini, lasciandoti inghiottire dal mostro che ti avrebbe portato chissà dove. Sul tram, a parte l'autista, non c'era nessuno. Rimanesti in piedi davanti al finestrino per sentire un poco d' aria correrti sul viso e sui capelli appiccicosi. L'uomo, salito dopo di te, la borsa appoggiata a terra, stava più indietro, a circa un metro. L'autobus partì veloce per le strade vuote e liquide di quella maledetta città d'agosto, mentre tu protendevi i seni a cercare il contatto con il ferro liscio e fresco del corrimano. La mano dell'uomo, improvvisa, ti si poggiò sulle natiche e dopo una rapida carezza ne afferrò una stringendola con un vigore che ti sorprese. Il primo istinto fu di girarti e assestargli un bel ceffone sul viso, ma nell'attimo stesso in cui ti staccavi dal ...