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Carie
Data: 06/02/2021, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey
“Osteria numero venti Se la figa avesse i denti quanti cazzi all’ospedale, quante fighe in tribunale, daghela ben biondina daghela ben bionda” “Ho bisogno di una visita urgente” pensava tra sé la donna distesa sulla poltrona odontoiatrica “sono qui a farmi controllare in bocca e mi metto a canticchiare mentalmente le canzoni oscene dei frequentatori di bettole. Non posso fare delle associazioni logiche della parola ‘denti’ con frasi volgari in rima. Certo però che il mio dentista è come il vino rosso: col passare degli anni diventa sempre più apprezzabile. I suoi occhi sembrano zaffiri”. Federica notò che lui stava muovendo le labbra, ma non colse nessuna parola di quello che stava dicendo, completamente immersa nei suoi pensieri. Si riscosse e il medico, pazientemente, ripeté. -Dovrei essermi abituato ai tuoi distacchi astrali, ma riesci a sorprendermi ogni volta. Ti stavo spiegando che c’è una piccola carie sul premolare sinistro che è superficiale. Te la rimuovo senza anestesia e la otturo con un po’ di materiale composito. Avevamo programmato solo un veloce controllo: ti puoi fermare un po’ di più? Io non ho problemi perché sei l’ultima paziente e ho già detto all’assistente che posso arrangiarmi da solo. -Scusami tanto, Michele. Per me è ok: toglila pure. Sto pensando alle vacanze e mi immaginavo una spiaggia bianca che si affaccia su un mare azzurro come i tuoi occhi. È colpa mia se sono stressata dalle scadenze fiscali e ho bisogno di distrarmi spesso? Il muso ...
... leggermente imbronciato della giovane donna strappò un sorriso divertito da parte del dentista che si sistemò sulla poltrona per meglio procedere alla rimozione della carie. Nel predisporre il bicchiere per il risciacquo, però, perse aderenza con il pavimento e, scivolando, si adagiò sul morbido seno di Federica. Dovette fare appello a tutti i muscoli addominali e dorsali per risollevarsi, ma con comici risultati. Alla fine, tra gli spasmi di un riso incontrollabile, Federica riuscì a suggerirgli di appoggiarsi sulla sua spalla. Michele si ricompose e recava sul viso i segni inconfondibili dell’imbarazzo. Sorpresa dal pudore dell’uomo, Federica cercò un modo per toglierlo dall’impaccio. -Sono sicura che non ti sei fatto male, visto che sei caduto sul morbido. Però ti devi far perdonare. -Mi sembra il minimo. Ti faccio la carie gratis! È sufficiente? -No. L’espressione di meraviglia non sorprese Federica che sorridendo maliziosamente scandì a bassa voce il costo del perdono. -Mi devi baciare su entrambe le guance, con molta leggerezza. Devo sentire sul viso la tua sincera volontà di scusarti. Michele si distese, rilassato, e si chinò sulla guancia destra, quella più vicina allo sgabello dove sedeva, e la baciò soavemente. Si staccò, passò radente sopra le labbra di Federica e con qualche piccola acrobazia appoggiò le labbra sulla guancia sinistra. Indugiò qualche lungo secondo e poi si rialzò. -Sono perdonato? – chiese alla donna. -Mmmmhh. Non del tutto. I due baci sono stati ...