1. Carie


    Data: 06/02/2021, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey

    ... gradevoli, ma non mi fanno ancora sentenziare che hai pagato il tuo debito. Ci vuole il terzo bacio. Michele teneva gli occhi azzurri incollati sui topazi nocciola della donna e si abbassò verso di lei, a pochi centimetri dal suo viso. Il suo alito profumava di fresco, come ci si aspetta da un dentista, e con voce bassa, chiese retoricamente. -E dove lo vuoi il terzo bacio? Federica lo guardò, incapace di rispondere. Alzò le braccia e gli circondò le spalle, invitandolo ad azzerare il piccolo spazio che separava le loro labbra. Già al primo delicato tocco, un nugolo di farfalle si levò dallo stomaco e invase tutto il ventre. Quando le bocche si unirono del tutto, morbidamente, Federica si sentì pervadere dal calore. Nel momento in cui le labbra iniziarono il loro languido e umido strofinamento, gli umori sgorgarono copiosi e il sangue rigonfiò i petali della sua femminilità. Michele spinse per primo la propria lingua nella bocca della donna e trovò ad accoglierlo un muscolo guizzante e spudorato. Le mani di lei premettero con forza sulla sua schiena e Michele, suo malgrado, si trovò nuovamente in contatto con i grossi seni turgidi della propria paziente. La posizione, la passione e l’ardore con cui si protraeva quel bacio fecero aumentare gemiti e sospiri a entrambi. I movimenti dei due corpi fecero scivolare Federica verso la parte terminale della poltrona e l’attrito con la gomma le fece rialzare la gonna. Quando Michele, stanco per la scomoda posizione, si rialzò e ...
    ... spostò lo sgabello verso la parete, notò lo slip bianco chiazzato. -Credo sia giusto per la legge sulle pari opportunità che anche tu veda in che condizioni sono, visto che io ho potuto vedere quanto sei fradicia. Così dicendo, il medico si tolse il camice, zoccoli e i jeans, rimanendo con i boxer deformati dalla protuberanza maschile che premeva sotto il tessuto tesissimo. Federica si alzò col capo e fece una smorfia di autentica ammirazione. Nel mentre, le sue mani corsero a sbottonare con studiata lentezza i bottoni della camicetta. Michele la imitò e rimase per primo con addosso il solo intimo. I suoi occhi erano attratti dai globi di carne che si muovevano come piccoli mantici e dalle cosce che si erano involontariamente allargate, quasi a inviare un istintivo segnale di accoppiamento. La natura animale stava prendendo il sopravvento della situazione: la donna si mise seduta e sfilò scarpe e gonna, rimanendo anch’essa vestita con la sola biancheria. Il dentista allungò la mano verso la sua avvenente paziente e quando la ebbe nella sua, la strinse e la portò con sé verso il proprio ufficio, dove stazionava un divano a 3 posti. Con la naturalezza di chi ha ripetuto il gesto per molte volte, Michele roteò la seduta e ne ricavò un letto completo di lenzuolo e coperta. -Vista la prontezza con cui hai tirato fuori il letto, mi vien da pensare che non sono la prima paziente che ti scopi in studio – osservò Federica con la voce leggermente rancorosa. -Vista la situazione e la ...