1. Carie


    Data: 06/02/2021, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey

    ... complicità che si è instaurata tra noi, dopo anni di reciproca frequentazione professionale, posso confessarti che da circa un mese questa è la camera da letto che uso da lunedì a giovedì sera. Le altre notti sono ospitato da mia madre: mi sono separato da mia moglie. -Oh, cazzo. Non ne sapevo nulla. -Non potevi saperlo, ma ora che lo sai, ci possiamo mettere più comodi? Senza emettere suoni, la donna si adagiò sul letto, fece cenno a Michele di avvicinarsi restando in piedi e poi gli fece scendere i boxer lungo le gambe, facendogli rimbalzare il sesso contro il ventre muscoloso. Avvicinò poi la bocca alle cosce dell’uomo e lo baciò, salendo piano piano fino a sfiorare con i capelli i testicoli gonfi. Lambì l’intera vena fino al frenulo, gli solleticò la porzione di glande che era priva del prepuzio con la punta della lingua e poi si mise di fianco. Slacciò il reggiseno, strappando un’espressione di autentica sorpresa da parte dell’uomo e infine si tolse l’ultimo ostacolo che si frapponeva tra il suo corpo e il simulacro del piacere che stazionava rigido davanti ai suoi occhi. -Federica. Sono senza parole. Avevo la percezione che sotto gli abiti si celasse una bellezza naturale, ma non a questi livelli. Sono piacevolmente sconvolto. -Vieni. Voglio che tu mi tratti come una dea, visto che stasera ho visto in te la reincarnazione di Apollo. -Ti prometto che sarai la mia Dafne. Michele si adagiò con grazia vicino alla donna e le baciò nuovamente le labbra. Con calma e perizia, ...
    ... la stimolò con la lingua lungo il collo, la spalla, il braccio. Si dedicò alla gola e scese lungo la valle che si apriva tra le due mammelle floride. Federica si distese supina per dare tutta la sua pelle in pasto alle carezze languide che lingua e mani stavano distribuendo su tutto il suo corpo. Bastarono pochi minuti perché un tocco più energico di altri le inducesse un movimento come generato dal solletico. Il suo sospiro crebbe ben presto di intensità e le mani non riuscivano a stare lontane dal corpo atletico di lui. Le sue dita percorrevano ogni lembo della sua pelle come se si trattasse di un’arpa da cui trarre note celestiali. Neppure i piedi furono risparmiati da stimoli e attenzioni. -Quanto vuoi andare avanti, mio Apollo? Le tue premure mi stanno sciogliendo come gelato al sole. -Mi piace questa metafora, mia dolce Dafne. Ho giusto voglia di assaporarti. Non ebbe tempo di protestare che già la lingua di Michele si era infilata prepotente tra le labbra del suo sesso e la stavano deliziosamente facendola decollare verso le più alte sfere dell’empireo. -Basta così. Ti voglio dentro di me. Ti chiedo di usare un profilattico per prudenza oppure di stare attento perché ho finito il ciclo qualche giorno fa. Michele non se lo fece ripetere due volte. Si alzò sulle ginocchia e appoggiò il cazzo già scoperto sulle labbra dell’amante e spinse lentamente per forzare il facile ostacolo che il corpo femminile offriva dopo una settimana di astinenza sessuale. Il membro si fece ...