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Carie
Data: 06/02/2021, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey
... largo senza difficoltà e riempì totalmente la vagina. Quando i due corpi furono completamente uniti, i due amanti si baciarono con rinnovata passione. I loro bacini si muovevamo per cercare una impossibile fusione fisica, ma riuscendo invece a farli confluire spiritualmente in un unico essere. Le penetrazioni erano lente e profonde, ma col trascorrere del tempo aumentarono di frequenza e lo sbattere dei corpi divenne sempre più sonoro. Le forti gambe della donna circondarono la schiena dell’amante e lo strinsero con forza contro il corpo lucido di sudore. Piccole perle si erano formate tra i seni e la fronte luccicava per il calore che l’amplesso produceva nella donna. Quando le labbra di lui si richiusero sui capezzoli e iniziarono dapprima a succhiare e poi a stringere con forza, l’orgasmo arrivò impetuoso e le fece vedere gli infiniti colori del paradiso. Michele non smise un istante con i movimenti pelvici né con le labbra sui seni, provocando una serie di strani rantoli in Federica che, superato il parossismo dell’orgasmo, era ancora sovrastimolata dall’uomo sopra di lei. Michele allora si lasciò andare e affondò animalescamente nel corpo di lei fino a raggiungere la soglia senza ritorno che precludeva l’orgasmo. Si sfilò dal sesso fradicio di lei, pronto a schizzarle sulle tette, ma fu sorpreso dalla repentina risurrezione di Federica che si gettò con la bocca a raccogliere il ...
... seme di lui. L’uomo, impossibilitato a reagire, si lasciò cullare dalla bellissima sensazione che la lingua di Federica gli donava nel circumnavigare il grosso glande mentre densi fiotti si addensarono nel cavo orale. La donna non volle abbandonare il membro finché la consistenza rimaneva così superba e questo fece sì che rivoli di sperma uscirono dalla bocca per gocciolare sui seni. La donna lasciò il sesso dell’uomo quando costui finì di essere un puro ammasso di terminazioni nervose concentrate in un unico punto del suo corpo, situazione che egli manifestava con strani suoni e scatti muscolari incontrollabili. Poi entrambi crollarono esausti e appagati. Rimasero per dieci minuti in totale silenzio, fianco a fianco, mano nella mano. Fu Federica a rompere l’incanto. -Cavolo! Ma sono le otto: è tardissimo. Non puoi farmi la carie stasera. -Mi tocca darti ragione – sorrise sornione il dentista – che ne dici di un appuntamento per domani sera? -Domani sera ti porto fuori a cena e poi ti riaccompagno qui, in studio. Per la carie, chiamo la tua assistente domani e fisso un appuntamento pomeridiano, altrimenti non riuscirai mai a toglierla. -Si chiederà cosa abbiamo fatto tu ed io, stasera, se non siamo riusciti a venirne a capo. -Le dirò che abbiamo disquisito sulla mitologia greca e che poco prima di intervenire è sopravvenuto un impegno urgente. -Quello di esserti accertata che ti amo?