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Tre ore
Data: 07/02/2021, Categorie: Etero Autore: 65alessandro
... avvicinò immediatamente le sue labbra alle mie. Un bacio quasi rubato, ma così intenso da permettermi di ricordare quanto la sua bocca fosse morbida, carnosa. “Ciao Mary” guardai un po’ in giro “stanza comoda eh, non male. Da fuori non si direbbe che in questo Hotel le stanze siano così grandi”. “Vero, per questo ti ho chiesto di venire su, spero non ti dispiaccia” girò il suo sguardo verso di me con un sorriso al quale non avrei mai detto no, qualsiasi cosa avesse chiesto. Un tailleur nero disegnava il suo corpo perfetto, calze velate scure che però lasciavano intravedere i bellissimi polpacci che delicatamente scendevano verso una caviglia perfetta. Scarpe scure, decolté con 7 centimetri di tacco per donare ancora più slancio ad una gamba ben tornita. “Vuoi bere qualcosa? ho fatto portare un paio di aperitivi, aiutano ad aver fame” di nuovo quel sorriso. “Mia cara, io fame ce l’ho già e devo dire anche un po’ di sete” probabilmente non aveva frainteso, perché si girò verso di me, prese le mie mani tra le sue “hai delle mani veramente splendide, curate, mi piacciono sai?”. “Non posso che esserne felice” mentre fissavo i suoi occhi, mi avvicinavo al suo collo. Portò la testa leggermente da un lato per facilitare il mio compito e le posai le labbra nell’incavo che divide spalla e collo. Non aveva messo profumi, proprio come speravo, quell’odore che pervase il mio corpo era il suo. Con la punta della lingua disegnai quella curva per arrivare ad accarezzarle ...
... il lobo. La feci girare, dandomi le spalle la guidai verso la parete che costeggiava lo scrittoio, tenendole le mani le sollevai le braccia e le faci poggiare i palmi su quella parete, sgombra da qualsiasi cosa. Lasciai la presa e feci scorrere le mie mani lungo le sue braccia, distese su quella parete come se stesse crollando e lei fosse l’unico baluardo rimasto per non farla cadere. Passai le mani lungo i fianchi, sbottonai la giacca del tailleur, la lanciai sul letto e mentre feci il gesto del lancio, avvicinai il mio bacino al suo corpo, sfiorando la sua gonna con i miei jeans. Ripresi a baciarle il collo, con il mio piede destro tra le sue gambe, diedi un colpettino al suo per farle divaricare un po’ le gambe. Slacciai il primo bottone della sua camicetta, il secondo e così via tirando poi fuori la camicetta dalla gonna. Le mie mani sfiorarono il suo ventre, salirono verso il seno, ne disegnai le coppe salendo ancora verso le braccia per slacciarle i polsi. Sfilai la camicetta, mi fermai un attimo il tempo necessario per togliere la mia di camicia e restare a torso nudo. Avevo bisogno del contatto. Poggiai il petto alla sua schiena, mentre le mani andarono a disegnare il suo volto, le dita le sue labbra, che schiuse, per accogliere il mio indice. I miei jeans a contatto con la sua gonna, le fecero capire che il desiderio di lei stava rapidamente salendo. I movimenti del suo bacino mi fecero intendere che anche il suo desiderio di me stava rapidamente ...