1. Tre ore


    Data: 07/02/2021, Categorie: Etero Autore: 65alessandro

    ... a noi non ci fosse più nessuno.
    
    Quando ci lasciammo, una strana sensazione mi avvolgeva, era come se fossi dispiaciuto del fatto che Mary fosse legata ad un altro uomo. Che diritto avevo di non sopportare quell’idea, io, che fino a tre ore prima non conoscevo l’esistenza di quella donna così magica?
    
    Il fato volle che ci conoscemmo in una giornata uggiosa e ci ritroveremo in una giornata uggiosa…è il destino a scegliere per noi, non c’è dubbio.
    
    Riprovai a passare in quella libreria il giorno dopo, guardai ogni passante, mi giravo ad ogni rumore di tacchi, ma di Mary non c’era traccia, forse il suo profumo nell’aria. Ero rimasto stregato dai modi oltre che dal suo aspetto, da ciò che trasmetteva, dalla chimica che ci aveva incastrato.
    
    Nei tre anni seguenti non ebbi nessuna notizia, avevo la sensazione che quello fosse stato un incontro fortuito, come tanti, con solo un po’ più di magia che aveva in qualche modo contribuito al fatto che la mia mente per i giorni a seguire, dedicava a quella donna parte dei suoi pensieri.
    
    Si spensero quei pensieri, o forse avevo solo creduto fosse così, ma in realtà erano lì, in pausa, nell’attesa di un segnale che arrivò la mattina del 3 ottobre, quando Roma vive ancora lo strascico dell’estate, degli inizi delle scuole e dalla piena ripresa del traffico.
    
    Come tutte le mattine, appena arrivato in ufficio, collego il mio pc portatile alla rete aziendale, scambio i saluti con i miei colleghi di stanza, avvio il programma di ...
    ... posta elettronica e sempre per quella particolare attrazione per le casualità, mi soffermai, tra le numerose e-mail del lunedì mattina, su una in particolare che per oggetto aveva solamente tre puntini.
    
    Rapito dai colleghi per il primo caffè della mattina, ero presente con il corpo, ma la mente era ferma davanti al monitor, con il pensiero fisso a quei tre puntini, al desiderio di comprenderne il segnale.
    
    Inventai una rendicontazione urgente da completare per liberarmi dalla morsa dei miei colleghi che mi teneva lontano dall’esaudire il desiderio di comprendere chi ci fosse dietro a quei tre punti. Percorsi il corridoio dell’ufficio a velocità esagerata, tanto da tirarmi dietro tutti i fogli fermi sul raccoglitore del fax, ma non avevo tempo per fermarmi a raccoglierli, così gridai una scusa alla segretaria per delegarla alla raccolta di quanto seminato.
    
    Chiusi la porta della stanza dietro di me, quella che poco prima era una corsa forsennata, si trasformò in una camminata lenta, ragionata, eseguita con il timore di scoprire che dentro quella e-mail non ci fosse lei ma il solito messaggio di pubblicità.
    
    Seppure la corsa fosse stata interrotta, il mio respiro faceva pensare che avessi fatto cinque piani di scale correndo, ma sapevo che il cuore che batteva così forte portando ad avere un respiro così affannato era esclusivamente dovuto alla speranza mai seppellita, di un suo cenno di vita.
    
    Un doppio click fece aprire l’e-mail e finalmente potei togliermi il dubbio, ...
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