1. Tre ore


    Data: 07/02/2021, Categorie: Etero Autore: 65alessandro

    ... immagini, sensazioni, flash di una serata che comunque fosse andata, sarebbe stata sicuramente piacevole.
    
    La metro aprì le porte ed io mi precipitai fuori sperando di avere la meglio su tutti i viaggiatori che erano scesi alla stessa fermata. Persi ancora del tempo lungo le scale fatte due gradini per volta, uscii e la pioggia fortunatamente era diminuita di intensità, l’umidità si tagliava con il coltello.
    
    Attesi il semaforo, al verde scattai rapido tra le macchina in coda rimaste a metà dell’incrocio e attento a non esser travolto da moto o motorini in cerca di scampo e vie di fuga. Mi ricordai che avrei dovuto fare le ultime compere, il pane, un sacchetto di olive come stuzzichino prima della cena, gli ultimi acquisti per poi volare finalmente a casa.
    
    Aprii la porta di casa e la chiusi accompagnandola con il piede, le mani erano impegnate nella lotta con i bottoni per liberarmi della camicia. Misi un po’ di musica pensando chissà se i miei gusti musicali incontrino i suoi, e mi diressi verso il bagno.
    
    I movimenti non erano di chi ha l’ultimo treno verso la destinazione, anzi, ero calmo, tranquillo, quasi fosse una serata qualunque, senza impegni. Preparai la doccia, tolsi i pantaloni del vestito praticamente incollati alle cosce per via della tanta acqua presa, sfilai scarpe e calzini e mi infilai nella doccia. Approfittai del fatto che non sarebbe sicuramente arrivata puntuale, per attivare l’idromassaggio e godere di quel calore e quelle coccole che dopo una ...
    ... giornata intensa, soprattutto per i tanti pensieri, meritavo.
    
    Uscito dalla doccia e asciugato in fretta, presi dall’armadio solamente il cambio ed un paio di jeans, avrei fatto in tempo a completare la vestizione anche dopo aver preparato la cena, ma a dorso nudo ero sicuro che non avrei dovuto cambiare camicia in caso di macchia. Il calore del parquet sotto ai piedi mi dava un senso di sollievo che difficilmente mi capita di apprezzare soprattutto la mattina, distratto da una giornata che sta per iniziare.
    
    In salone lo stereo libera le bellissime note di un cantante scozzese ed io libero il divano da alcuni indumenti lasciati lì la sera prima. Apparecchio la tavola per due, al centro un vaso di fiori freschi ed una piccola candela profumata alla vaniglia. Non utilizzo tovaglia, ma due più informali tovagliette sottopiatto bianche che riportano un disegno in stile gotico di colore nero.
    
    Il bicchiere per il vino, il bicchiere per l’acqua, una caraffa di acqua minerale leggermente frizzante, un Pinot Nero dell’Alto Adige e sul carrello qualche antipasto, olive, qualche salatino, piccole tartine burro e gamberetti, burro e alici, paté di olive.
    
    Mi precipito in cucina per dare un’occhiata al forno che sta cuocendo un buon arrosto con patate e sembra che tutto fili liscio; sono le 20:00, ho ancora un’ora che mi consente di tirar fuori l’asciugamano per l’ospite, sistemare con cura gli altri aggeggi che sono fuori posto, tra cui un paio di calzini sullo schienale della ...
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