1. Tre ore


    Data: 07/02/2021, Categorie: Etero Autore: 65alessandro

    ... sedia in camera da letto e preparare un aperitivo di accoglienza non appena suonerà alla porta.
    
    In verità la casa non è enorme, per cui quello di sistemare è un lavoro piuttosto rapido. E’ il colpo d’occhio che favorisce un pensiero positivo dell’appartamento.
    
    Non ho avuto il tempo di far freddare il pensiero che il campanello di casa suona. Ore 20:05, non aspettavo Mary, aveva detto che forse non sarebbe riuscita neanche per le 21. Galleggiavo tra il tavolino e la porta di casa, con mille pensieri, un po’ in apnea.
    
    Il cuore era arrivato in gola, non mi sentivo pronto…non ero pronto, addirittura ero a torso nudo!!!! Il panico. Il secondo squillo di campanello mi svegliò di soprassalto, decisi di affrontare la porta. Mano sulla maniglia, occhi probabilmente colmi di panico, lentamente la abbasso ed apro lentamente la porta. Non appena aperto il primo spiraglio, un profumo avvolse i miei sensi. Fui svegliato di nuovo, questa volta da qualcuno che spinse la porta per aprirla un po’ di più: “cosa c’è, non vuoi farmi entrare?”
    
    Il silenzio ed il gelo presero possesso delle mie membra. “Mary” l’unica cosa che riuscii ad esclamare per circa 30 secondi.
    
    Aprii la porta, lo sguardo di lei mi fece capire che qualcosa non tornava, così abbassai lo sguardo su di me e mi accorsi della mancanza di una camicia addosso: “perdonami Mary, prego entra, non ho fatto in tempo a mettere una camicia, ma di sicuro non ti aspettavo per quest’ora e stavo…”
    
    “si si Ale, calmo, va tutto ...
    ... bene, non è così male osservarti così” e mi fece un occhiolino per sdrammatizzare. Si protese verso di me, i nostri visi si avvicinarono, chiusi gli occhi per un attimo, dopo aver ammirato il suo collo, per percepire di nuovo quel profumo, che non era di un profumo sintetico, ma quello della sua pelle. Una collana con un ciondolo di Swarovski che si posa nella stradina che divide il seno, di una eleganza disarmante.
    
    Un filo di trucco, il giusto per consentire di ammirare il suo viso bellissimo così come la natura ha deciso. Una camicia bianca, aperta quel tanto che basta per far ammirare il suo seno o meglio, farlo immaginare. Jeans che mettono in risalto una forma smagliante, un corpo da ragazza, due gambe bellissime che terminano in un paio di decolte’ semplicissime, nere che evidenziano una caviglia fina da stordire.
    
    “mentre ti verso un aperitivo, vado ad indossare qualcosa” ,versai un cocktail alla frutta, fresco, e mi diressi lungo il corridoio verso la camera da letto. Sentivo lo sguardo di lei addosso, ero praticamente nudo, solo un paio di jeans, scalzo e senza camicia, poteva vedere tutto di me e questo mi creava un certo imbarazzo; non mi sarebbe dispiaciuto piacerle.
    
    Tornai dopo pochi minuti e trovai Mary seduta sul divano, gambe accavallate: “aspettavo te per bere, almeno facciamo un brindisi per esserci ritrovati”.
    
    Presi il bicchiere anche io e in modo molto spontaneo presi una sedia e mi misi di fronte a lei, anziché sedermi al suo fianco sul divano. ...
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