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Mia sorella, le compagne, il viaggio - apricot65, parte seconda
Data: 08/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: vellutoblu86
... dolore. Le pareti della sua vagina erano sempre più umide e dilatate, il suo viso disteso in un’estasi, sentivo ogni suo muscolo vibrante di un profondo godimento. Iniziai a sfregare convulsamente il mio clitoride pulsante sul ginocchio leggermente alzato di Teha, e con la mano libera, che prima stava tastando il capezzolo, le afferrai il collo con decisione, senza però toglierle il fiato. Le sue pallide guance erano infuocate, gli occhi serrati, una leggerissima striscia di saliva colava dall’angolo della bocca aperta. Ad ogni affannoso respiro, tutto il corpo si inarcava spingendo verso l’alto gli splendidi seni pervasi dai tremiti di un piacere che non aveva mai provato prima. Teha, dopotutto non aveva ancora partecipato ai rituali di accoppiamento, ai quali si poteva accedere solo dopo i 25 anni, e si era sempre rifiutata di soddisfare le sue voglie con i sex-bot, dato che apparteneva a quella corrente di donne pro-vita, per le quali non si poteva in alcun modo soppiantare la necessaria, seppur barbarica e patriarcale, virilità del pene con un surrogato sintetico. Vedendo la mia sorellina casta e pura ridotta a una baccante, sentii dentro di me una pulsione profonda, segreta, proibita: il desiderio di possesso assoluto su un corpo, di dominio totale, quella sessualità distruttiva tipicamente fallica e perciò bandita dalla nostra società matriarcale. Pervasa da questo istinto, decisi di violentare del tutto quel corpo innocente: tolsi le dita dalla vagina e, ...
... fradice di umori, le infilai nello strettissimo ano, incontrando una soddisfacente resistenza, e iniziai ad allargare l’indice e il medio dilatando il più possibile quel buchetto delizioso. Ora il viso di Teha era contorto in uno spasmo di sublime dolore, e dalla bocca spalancata usciva ritmicamente un grido sempre più acuto, sempre più intenso, sempre più assordante... La dottoressa strabuzzò gli occhi, il viso ancora immerso nel liquido, che lentamente andava defluendo al di fuori del sarcofago di contenimento criogenico nel quale, fino ad un momento prima, dormiva. Il trillo acuto dell’incessante allarme risuonava in ogni vano della astronave interstellare Apricot65. La missione di Apricot65 era relativamente semplice, eppure inverosimilmente maestosa nell’intento: raggiungere, in soli 7 anni, il sistema di Alpha Centauri. L’astro distava dal Sole solo 4.2 anni luce, pertanto le 4 cosmonaute che abitavano la nave avrebbero dovuto viaggiare ad una velocità prossima a quella della luce stessa. Chiaramente rimanere chiusi in un bugigattolo ad un parsec da casa non era la cosa migliore, nè tantomeno era fattibile, anche a volerlo. Pertanto le giovani donne, da fin dopo la partenza, avrebbero trascorso la maggior parte del viaggio in un particolare stato di ibernazione neuro-stimolata: lo stesso nel quale risiedevano gli uomini-pene nei sistemi di stoccaggio della colonia di Ganimede. All’arrivo nel sistema di Alfa Centauri sarebbero state quindi risvegliate dal loro ...