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Mia sorella, le compagne, il viaggio - apricot65, parte seconda
Data: 08/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: vellutoblu86
... lungo sonno. Fu naturale pertanto che, anche solo per un minuto, mentre il cellophane che componeva il sarcofago si dissolveva intorno a lei, la dottoressa Margaret Pastelli sperò di essere arrivata a destinazione. Sfortunatamente, riacquistata lucidità, non appena riuscì a focalizzare i pensieri, la inevitabile, sconcertante, verità la travolse: era stata destata a causa di una situazione di emergenza, come potè intuire dall’incessante trillo che risuonava nello stretto ambiente. Istintualmente, avvolta dal pulsante suono dell’allarme, si volse in direzione del corpo nudo di una delle quattro compagne di viaggio, la professoressa Ivanka Kolmogorov, con la quale condivideva il modulo di contenimento vitale 2. La gelatina derivante dal discioglimento del cellophan, dove ella si trovava fino ad un attimo prima, ancora le ricopriva le morbide e generose forme. Resasi conto anche lei della situazione, la donna russa si voltò in direzione della giovane Margaret. Due occhi di ghiaccio la fissarono, la bocca, contornata da due labbra piene, era leggermente socchiusa; la fronte, ampia, sormontata da biondi capelli umidi era corrucciata dallo stupore. Il computer di bordo, a quel punto, avendo accertato il risveglio e lo stato di salute delle due passeggere, tuonò, interrompendo momentaneamente l’allarme: “Protocollo di Emergenza 24”. Prima che la fredda macchia potesse terminare l’annuncio, Margaret fu immobilizzata dall’incredulità. Sapeva, chiaramente, a cosa il ...
... protocollo di emergenza 24 corrispondeva. Era impossibile, eppure… Il computer fugò ogni dubbio: “Corpo estraneo all’interno dello scafo, paratie di emergenza attivate”. La fragile astronave era immersa nelle profondità del vuoto cosmico fra due sistemi astrali, più lontano di quanto l’essere umano si fosse mai spinto. Qualche minuto prima, il fragile corpo dell’ingegnere Asuka Sadamoto, ancora immerso nel liquido criogenico, fu scaraventato nel vuoto attraverso la falla apertasi nello scafo del modulo di contenimento vitale 1. La pallida forma si perse nella distanza, allontanandosi sempre più, finchè non fu più visibile ad occhio nudo. La creatura non si fece sfuggire la seconda occasione: con un rapido movimento afferrò tramite le sue numerose protuberanze pensili il corpo della seconda in comando, Laura Nance. Essa chiaramente si destò, tuttavia non le fu concesso il lusso di comprendere cosa le stava accadendo. La creatura, non con intento omicida, sventrò il corpo della donna, per solo per studiarne le fattezze, e quando si rese conto di ciò che aveva fatto, provò un sentimento simile a quello che per gli umani è la delusione. Ne aveva persa un’altra. Nel vuoto appena creatosi dalla differenza di pressione, si ripromise di essere più cauta la prossima volta. Compresa l’importanza dell’ossigeno per le abitanti del veicolo interstellare, il corpo molle dell’ottopode decise di adoperare pratiche meno invasive per muoversi all’interno della nave. Presa ...