1. Noemi


    Data: 16/02/2021, Categorie: Etero Autore: manuelrizzoli77

    ... andare a fare il bagno insieme, non al suo ragazzo che rimaneva costantemente fermo sotto al sole oppure a leggere un libro all’ombra. La cosa non dico che mi suonò strana però mi sorprese. A lui praticamente non aveva quasi rivolto la parola. Forse avevano litigato, ma non le chiesi nulla.
    
    Mia moglie era intenta a giocare con la sabbia insieme a nostro figlio, al suo amichetto e alla nostra amica.
    
    Entrammo in acqua. Io sono uno che ci mette una vita anche quando l’acqua è calda, figuriamoci quando è un po’ freschina come in quell’occasione. Noemi invece ama entrare correndo o comunque tuffarsi. Vedendomi titubante cominciò a schizzarmi bagnandomi completamente. La doveva pagare! Le corsi dietro per un bel pezzo e, così facendo, ci allontanammo di una cinquantina buona di metri dalla zona del nostro ombrellone, che comunque non eravamo riusciti a piantare proprio sulla riva perciò era ben distante da noi. La raggiunsi e prendendola da dietro la trascinai giù in acqua, lei con una mossa fulminea nel cadere riuscì a sgambettarmi e farmi finire a mia volta a terra (in acqua). Nel cadere però finii sopra alla sua caviglia facendole male.
    
    - Ahia Manu!!!! La caviglia!!!!
    
    - Oddio Nema (la chiamavano tutti così) scusami! Non l’ho fatto apposta!!
    
    - Cazzo che male, mi sa che ho preso una bella storta.
    
    - Vieni, dai che ti aiuto.
    
    La sollevai, le feci mettere il suo braccio intorno al collo e, sorreggendola dal fianco, la aiutai a ritornare verso il nostro ...
    ... ombrellone. Non vi nascondo che, seppur non fosse la prima volta che avevo un contatto così ravvicinato con lei, sentire la sua pelle bagnata sotto alla mia mano mi provocava un certo brividino ma non potevo dar peso a nulla in quella situazione, Noemi sembrava davvero sofferente.
    
    Arrivati all’ombrellone la feci sedere sull’asciugamano. Subito gli altri ci vennero incontro per sincerarsi delle condizioni di Noemi la quale era, giustamente, tutta una smorfia di dolore ma cercava di rassicurare tutti che non si fosse rotta niente ma era solo una storta.
    
    - A casa abbiamo del ghiaccio in freezer – disse mia moglie – conviene che lo vai a prendere, tanto in macchina ci metterai sì e no 10 minuti tra andare e tornare.
    
    - Ok, vado, però non vorrei che con questo caldo si sciogliesse.
    
    - Ma scusa Manu, e se venissi con te? Così almeno sto anche al fresco con l’aria condizionata, mi tengo il ghiaccio per un po’ e poi torniamo qui, che ne dici?
    
    - Bè sì, potrebbe essere un’idea migliore. Dai andiamo allora.
    
    La aiutai ad alzarsi, mentre sua sorella le dava una mano a rimettersi gli shorts, la canotta, e le scarpe, dei sandalini di tela con una piccola zeppa di sughero. Chiaramente nel piede sinistro, quello infortunato, non mise la scarpa, la tenne in mano.
    
    Arrivati in macchina, per fortuna ero riuscito a non parcheggiarla lontanissima, la feci sedere nel sedile del passeggero.
    
    Partii e mentre guidavo per le vie di Rimini non potevo non buttare l’occhio al mio fianco per ...
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