1. Emigranti 3


    Data: 18/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: geniodirazza

    ... tornare al bar, al giro di birre ed agli amici di sempre.
    
    Io mi preparai a quella che poteva essere la prima occasione per farmi un amante fisso, giovane, ben dotato e disponibile alle mie voglie anche perverse.
    
    Verso le tre e mezza, uscii e mi incamminai verso l’esterno del paese: quando da piccoli andavamo a giocare alla casa degli spiriti, avevamo costruito una serie di percorsi per entrare ed uscire senza farci notare; ed io scelsi per l’appunto il percorso esterno, quello che dai campi portava sul retro della casa senza vedere o essere visto da anima viva. Entrai nella stanza che avevo predisposto e mi accinsi ad attendere. Non ci volle molto.
    
    Ancor prima delle quattro, sentii la voce di Nicola che chiamava dal portone; come una furia mi precipitai fuori e lo aggredii: “Che cazzo urli?!?! Vuoi fari sentire da tutto il paese. Arrossì e abbassò gli occhi contrito; lo presi per un braccio e lo tirai nella camera con me.
    
    Una volta chiusa la porta, ripresi volutamente a maltrattarlo “E allora? Cosa aspetti? Un invito scritto?”. Reagì con violenza e mi abbrancò le tette; mi toccò fermarlo, prenderlo tra le braccia e stampargli le mie labbra sulle sue, infilandogli immediatamente la lingua in bocca.
    
    Mi pareva assai strano, dopo averlo visto dominare con convinzione il piccolo Peppino ed aver visto come usava con lui la lingua, le mani e il cazzo, che invece fosse così imbarazzato con me, che pure aveva dichiarato di voler possedere in ogni modo; ma poi pensai ...
    ... che forse i miei modi aggressivi lo avevano in qualche modo inibito. Però non intendevo in nessun modo lasciargli lo spazio per sentirsi padrone di me e del nostro rapporto.
    
    Più dolcemente, comunque, lo strinsi a me tirandolo per le natiche sul mio ventre finché sentii il turgore del suo cazzo che mi solleticava la vulva da sopra la gonna e le mutande.
    
    Nonostante il baluardo della stoffa, quel cazzo mi vibrava sul corpo in totale pienezza, quasi fossimo già completamente nudi e, favorita anche dal fatto che tutti e due ci strusciavamo con forza gli ossi pubici, cominciai a bagnarmi e a rilasciare umori che mi impregnarono immediatamente le mutande.
    
    Nicola si riprese rapidamente e le sue mani si spostarono immediatamente sul mio seno; in un attimo i bottoni della camicetta si aprirono e, poiché non portavo reggiseno, le mie tette furono immediatamente a portata delle sue mani che presero a massaggiarle, a stringerle, a carezzarle titillando dolcemente i capezzoli.
    
    Le nostre bocche erano rimaste incollate in un bacio lungo e intenso e le lingue avevano cominciato unm gioco di intrecci che alimentavano il piacere in figa e procuravano continue scosse di godimento, quasi piccoli orgasmi in rapida successione.
    
    Poi Nicola staccò la bocca dalla mia e si abbassò a prendere tra le labbra un capezzolo; il contatto con le sue labbra mi diede un brivido intenso e nuovo: quando cominciò a succhiarlo, poi, mi sembrò quasi che mi succhiasse quasi il piacere direttamente dalla ...
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