-
Emigranti 3
Data: 18/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: geniodirazza
... vulva e me lo scaricasse nel seno. Feci scivolare una mano tra i nostri corpi e andai a prendere la cerniera del pantalone, la abbassai fino in fondo e infilai la mano nel’apertura: non portava mutande e mi trovai immediatamente a contatto con il suo cazzo. Lo avevo già visto, quel cazzo, quando Peppino lo aveva manipolato per fargli un sega e poi lo aveva preso in bocca per fargli un pompino; e soprattutto quando lui lo aveva infilato nel culo di Peppino e glielo aveva piantato fino in fondo, fino a sborrare. Lo avevo desiderato quella volta, solo a vederlo, e lo desiderava ancora di più adesso che lo sentivo palpitare nella mia mano e ne raccoglievo il calore, la forza, il senso di possesso. Manovrando come potevo con il pantalone, lo tirai fuori e lo accarezzai per tutta la sua lunghezza: niente a che vedere con la del forestale, naturalmente: quello era di una categoria extra, un cazzo come se ne vedono pochi ed io lo avevo già non solo visto ma anche assaggiato in mano e in figa. Ma era comunque un gran bel cazzo, con una circonferenza che la mia mano poteva appena stringere e con una lunghezza per la quale due volte la mia mano sarebbe stata insufficiente. Insomma, avevo tra le mani una mazza di tutto rispetto che segavo con voluttà e da cui ricavavo infinite scosse di elettricità che mi facevano palpitare tutti i recessi del ventre. Preso dal piacere della sega che gli stavo praticando, Nicola allentò per un attimo il suo impegno, sollevò la testa in ...
... atteggiamento di lussuriosa estasi e trascurò per un attimo i miei seni; poi si riprese immediatamente e, spostandosi un poco indietro col corpo, allungò una mano dietro la mia schiena, si infilò soto la gonna ed andò ad artigliarmi una natica che strinse goduriosamente per poi far scivolare la mano su tutto il culo in una carezza lussuriosa che continuò dentro le mutande, semplicemente spostandole; quando le dita scivolarono sull’ano, Nicola raccolse col medio gli umori che scorrevano e infilò il dito umido nel culo; spinsi il bacino indietro per accoglierlo meglio e il dito scivolò più dentro fino ad entrare nel tutto. Subito dopo, la mano si spostò verso la figa: da dietro, risultò quasi più facile far entrare due dita nella vulva e cominciare a titillare il clitoride che era finito tra le dita. Per alcuni minuti rimanemmo con il fiato sospeso: io mandavo su e giù la pelle del cazzo nella sega più bella che avessi mai immaginato; lui ravanava nella mia figa martoriandomi il clitoride e cercando i tessuti più interni della vagina fin quasi all’utero. L’orgasmo era nell’aria: da un momento all’altro sarebbe esploso inevitabile; e nicola non era, evidentemente, in grado di controllare troppo a lungo la sua sborrata. “Sto per venire” mi disse quasi preoccupato; “Non azzardarti a farlo se prima non mi fai sborrare!” intimai quasi con ferocia. Lasciata la mia tetta, portò l’altra mano sulla figa e riprese a titillarmi vagina e clitoride; spostò intento l’altra mano ...