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La contessa
Data: 19/02/2021, Categorie: Etero Autore: Rachele
La protagonista di questa storia sono io, ho 42 anni alta, mora, con un fisico niente male, un culo tondo e una quarta abbondante di seno che per fortuna non cede ancora. Mio marito è il Conte Rampellis, mi ha sposato 20 anni fa quando avevo poco più di 20 anni e lui già 60. Tra le sue prioprità c'è anche una grande palazzina in centro e noi ci siamo riservati l'attico, mentre il resto dell'edificio è diventato un condominio chic con portiere. Ormai vedo mio marito solo nelle serate che organizza, in quanto anche imprenditore. Il resto del tempo io lo trascorro qui nell'attico, mentre lui preferisce risiedere in uno dei tanti appartamenti in varie località di villeggiatura che possiede in Italia o all'estero. Naturalmente non ci sta mai da solo. Alla soglia degli 80 anni mio marito è ancora un grandissimo porco e gli piace, aiutato dalle pilloline blu, scoparsi ancora le ventenni. Io non sono più un'attrattiva per lui. Faccio queste considerazioni anche quella mattina, quando mi sveglio e mi stiracchio nel letto. Poi, vedendo l'ora mi affretto ad alzarmi. Sorrido tra me e me pensando al mio appuntamento-non appuntamento che da qualche tempo ho tutte le mattine. Un po' di tempo fa, mentre ero sotto la doccia, mi sono accorta di essere spiata. Mario, il nostro portinaio, sbirciava dalla porta socchiusa del bagno. Mario è un uomo robusto e un po' rozzo sulla cinquantina che si occupa della portineria e di piccoli lavoretti nella palazzina. Ora, con la scusa di portarmi i ...
... quotidiani, ogni mattina con la coda dell'occhio lo vedo sbirciarmi dalla porta. La cosa mi lusinga e mi eccita. Anche quella mattina inizio ad insaponarmi sotto il getto dell'acqua tiepida e scorgo un movimento in corridoio: è lui. Copro i miei seni con la schiuma e indugio più del dovuto sui capezzoli che diventano subito turgidi, poi passo al culo, mi giro di spalle per offrirgli la visione migliore delle mie chiappe tonde e inarco leggermente la schiena. Sapere che lui mi guarda ogni mattina è una botta per la mia autostima, ovviamente ancora una volta fingo di non vederlo. Quando esco dalla doccia come al solito se n?è già andato e trovo i miei giornali sul mobiletto dell'ingresso. Il telefono squilla: è mio marito. "La cena di questa sera con il direttore della mia banca è saltata" mi apostrofa senza complimenti. "D'accordo, a quando è stata rimandata? chiedo "Non lo so, mi fermerò ancora qualche giorno qui in montagna, per farmi perdonare ti arriveranno dei fiori" risponde impaziente. Lo conosco, ha fretta di tagliare la conversazione. "Perfetto, a presto" rispondo. Lui accenna un saluto ma indugio a riattaccare e lo sento rivolgersi sbuffando a qualcuno che è lì con lui. Sbuffa " Va bene, le chiamate di lavoro sono finite, ora da brave bambine fatemi vedere un bel 69". Porco. Riattacco tra l'incazzato e l'eccitato. Quel vecchio maiale scopa come non mai, mentre io non vedo l'ombra di un cazzo da anni. Il telefono suona di nuovo, questa volta è la portineria "Signora, sono ...