1. La contessa


    Data: 19/02/2021, Categorie: Etero Autore: Rachele

    ... arrivati dei fiori per lei" mi informa. "Sali pure a portarmeli" rispondo ripensando alla sua figura sulla soglia del bagno. Una strana, eccitante idea mi attraversa la mente. L'ascensore si ferma fuori dalla porta e bussa piano. Lo accolgo all'ingresso, con ancora addosso solo il mio accappatoio. "appoggiali pure lì" gli dico appena entra con un fascio di rose, facendo cenno al tavolino. Lui obbedisce e vedo che non mi stacca gli occhi di dosso. Quasi distrattamente fingo di aprire appena l'accappatoio sulla mia scollatura per far intravedere le mie belle tette. Mario le fissa. "Posso andare, signora?" chiede Sospiro e mi avvicino a lui. "Cosa c'è, non si sente bene?" domanda fissandomi insistentemente la scollatura. "Quei fiori sono di mio marito, anche questa sera non rientrerà e sono certa che in questo momento si sta scopando qualche ragazzina chissà dove. Non mi considera più Mario. Ti sembro una donna da non considerare?" chiedo avvicinandomi. "Lei è una bellissima donna, signora" dice Mario con la sua inflessione dialettale. "Una donna con delle esigenze..." mormoro. Ormai gli sono vicinissima e senza i tacchi Mario accanto a me mi pare ancora più imponente. Prendo una delle sue grandi mani callose tra le mie mani, che sembrano ancora più piccole e pallide, con le unghie lunghe e laccate di rosso. Gli accarezzo il dorso della mano, poi fissandolo negli occhi, scosto leggermente l'accappatoio e mi appoggio la sua grande mano tra le cosce, sopra la mia figa ...
    ... pulsante. Un piccolo gemito mi esce dalle labbra, non so da quanto tempo nessuno mi tocca. Mario non scosta la mano, anzi la preme ancora di più contro la mia passera completamente depilata. Mi accorgo che la sua patta è gonfia e senza pensarci un attimo mi inginocchio davanti a lui e gli slaccio la cintura e i bottoni dei pantaloni. Mario libera la sua erezione dalle mutande e non riesco a trattenere un gridolino di compiacimento. Lui capisce subito il motivo "Visto che minchia che tiene, Mario vostro?" mi apostrofa. In effetti non avevo mai visto un cazzo così grosso e quando lo afferro alla base non riesco a circondarlo con la mano. Sentire quanto è duro mi manda su di giri, gli abbasso ancora un po' le mutande e faccio uscire anche i grossi coglioni gonfi e leggermente pelosi. Glieli accarezzo e li lecco, poi salgo lungo l'asta apprezzandone ad ogni leccata le dimensioni e la consistenza. Finalmente arrivo alla cappella scura e pulsante e, mettendomela in bocca, inizio a succhiarla stringendo quel grosso cazzo per la base. Mario inizia a ondeggiare leggermente il bacino e afferrandomi per la testa comanda il ritmo di quel pompino. Arrapatissima glielo succhio forsennatamente mentre lui grugnisce di piacere. Poi si immobilizza, sempre tenendomi la testa me lo spinge fino in fondo alla gola e sento che la bocca mi si riempie della sua sborra calda. Continuo a succhiare e la ingoio avidamente fino all'ultima goccia mentre gli massaggio i coglioni che, con lievi spasmi, si stanno ...