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Il sorriso di Angelina
Data: 21/02/2021, Categorie: Etero Autore: Edipo
Potete non credermi, io stesso non crederei per un attimo a un racconto come il mio. Da una settimana ero in campagna, convalescente, reduce da una grave malattia nervosa. Il mio medico curante mi aveva prescritto un periodo di riposo in un posto tranquillo, lontano dalle ansie che mi avevavo fatto ammalare. Tramite amici trovai quella contrada immersa nel verde, lontana chilometri anche dal centro più vicino che poi era, a sua volta, un piccolo paese. Il silenzio, l'aria pulita, il cibo sano, l'allegra ospitalità della signora che mi affittava la stanza avevavo già ottenuto l'effetto di migliorare il mio aspetto e, soprattutto, il mio morale. La mattina uscivo per lunghe passeggiate ed era così insolito camminare per ore senza incontrare nessuno, nella pace tra gli alberi e i prati, udendo solo il latrato di un cane o il muggire di una vacca in qualche stalla. Un mattino, durante una di queste passeggiate, passai vicino a un prato disseminato di margherite e di fiori di campo di cui ignoravo i nomi. Nel prato, a raccogliere fiori, c'era una ragazza sui vent'anni, con indosso una corta veste bianca. Quando mi vide mi rivolse un sorriso che mi turbò molto. Non era certo la prima volta che una donna mi sorrideva ma quel sorriso aveva qualcosa di particolare che sul momento non sapevo spiegare. Cercai di ricambiarglielo, poi mi allontanai, pensando che in campagna la gente conosce ancora il senso di una semplice cordialità e non ti guarda in cagnesco come si usa in città. Il ...
... mattino dopo, quasi automaticamente, rifeci lo stesso cammino e costeggiai lo stesso prato dove la ragazza stava ancora a cogliere fiori. Sembrava che fosse rimasta lì dal giorno prima, che il tempo si fosse fermato e la vidi rivolgermi di nuovo quel sorriso pieno di simpatia. Ero incerto se parlarle e nell'incertezza feci un centinaio di passi, poi tornai indietro pensando di chiederle un'informazione qualsiasi, ma non c'era più. Girai lo sguardo dappertutto ma non la scorsi in nessuna parte. Tornai pensieroso alla mia stanza e stavo per chiedere alla mia padrona chi era quella ragazza, se la conosceva, ma rinunciai sia perché non potevo che farne una descrizione sommaria, non avendola vista da vicino, sia perché un senso di pudore mi spinse al silenzio. il terzo mattino, era un martedì, lo preciso perché é un particolare importante, naturalmente rifeci la stessa strada. Guardai il prato ma non la vidi. Rimasi deluso, più di quanto lo fossi stato il giorno prima non ritrovandola. Proseguii. A poca distanza c'era un piccolo ponte che scavalcava un torrente: appoggiata a un pilastrino del ponte la ragazza stava lì, come aspettando qualcuno. Il cuore mi batteva forte quando la raggiunsi. Mi rivolse il suo solito sorriso. "Ciao, mi chiamo Angelina. Tu?" "Giampiero." "Sei nuovo di qui?" "Sono in conv...in vacanza." "Vuoi fare l'amore con me?" Rimasi senza parole. "Non ti piaccio?" chiese con un misto di malizia e candore. "Mi piaci molto." "Pensi che voglia soldi? No, una volta mi ...