1. Il sorriso di Angelina


    Data: 21/02/2021, Categorie: Etero Autore: Edipo

    ... so appena leggere e scrivere, che figura ti farei fare con i tuoi amici, i tuoi parenti..." "Non me ne importa nulla, voglio solo te. Ci vieni?" Aspettai con ansia la sua risposta. Mi sorrise ancora una volta. "Non è solo perché ti faccio divertire a letto?" "No, tu hai qualcosa che non troverò mai in nessun'altra. Angelina, ti prego, non dirmi di no". "Non ti dico di no, ma non ti ho nascosto il mestiere che facevo..." "Oh Angelina, sei molto più pulita di tante donne che conosco." "Allora verrò dove vuoi tu." Perché non sono morto in quel momento? Sarei morto felice. Ci lasciammo che le ombre della sera scendevano sulla campagna. Sarei tornato il giorno dopo e avremmo fatto i nostri programmi per andarcene insieme. Tremavo al pensiero di lasciarla sola per la notte ma dovevo pur tornare dalla padrona che certo era in pensiero per non avermi visto tutto il giorno. Arrivai a casa che era buio ma non vidi la signora. Ero troppo stanco ed emozionato, corsi in camera mia e mi gettai sul letto. Mi accorsi allora che il mio portachiavi d'argento non pendeva più al mio fianco. La cosa mi seccò, non tanto per il limitato valore dell'oggetto quanto per aver perso le chiavi di casa mia. Ricordavo benissimo di averlo ancora a casa di Angelina, quindi mi era caduto lì. La mattina dopo l'avrei senz'altro ritrovato. Mi svegliai con un gran mal di testa. Mi ero addomentato vestito, il sole era già alto. Scesi per colazione e con mia sorpresa la padrona non fece il minimo cenno alla mia ...
    ... lunga assenza del giorno prima, si meravigliò solo per la fretta con cui consumai il piccolo pasto e corsi via. Raggiunsi il prato, lei non c'era. Raggiunsi il ponticello, lei non c'era. Aspettai, sapevo di essere in anticipo ma l'impazienza mi spinse ad andarle incontro. Ritrovai i sentieri che conducevano a casa sua, raggiunsi la radura e uno spettacolo inverosimile mi freddò il sangue. La bella casa bianca era abbandonata, circondata da erbe altissime, i muri scrostati, le persiane delle finestre a pezzi, la porta d'ingresso semisfondata. Non era possibile che si fosse ridotta così in meno di ventiquattro ore. Attorno nessun segno di vita, eppure poche ore prima avevo fatto l'amore lì dentro, vi avevo mangiato! Mi venne in mente un racconto giallo in cui il protagonista si trovava in una situazione simile alla mia e poi si scopriva che esistevano due case identiche, poste in luoghi simili. Girai nei dintorni nell'assurda speranza di trovare una casa gemella ma non c'era nulla. Allora gridai il suo nome, il nome di Angelina, volevo rivedere il suo sorriso, i suoi denti sporgenti, volevo baciarla, accarezzarle i seni... Tornai a casa stravolto. La padrona si allarmò, mi chiese se mi sentivo male. Mi sedetti e le chiesi:"Signora, lei conosce una ragazza di queste parti chiamata Angelina?" Mi guardò perplessa, cercando di capire come venisse fuori una domanda del genere. "La conoscevo, sì," mormorò, "le hanno raccontato la storia?" Mi conveniva darle spago per sapere qualcosa. ...
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