1. Il sorriso di Angelina


    Data: 21/02/2021, Categorie: Etero Autore: Edipo

    ... valutare l'effetto del suo lavoro. "Dove vuoi metterlo adesso?" mi chiese con la stessa semplicità con cui mi avrebbe chiesto quanto zucchero volevo nel caffè. Vedendo il mio imbarazzo mi disse che una sua specialità era stata farsi penetrare dietro, del resto i suoi primi rapporti erano avvenuti così, senza il rischio di conseguenze. Fui guidato in quella direzione, ero incerto e spaventato non avendo mai avuto quel tipo di rapporto. Temevo di farle male ma lei mi pregò di spingere più che potevo, di non trattenermi, non le facevo male, no, anzi le piaceva tantissimo. Non sono uno stallone, non lo sono mai stato; non avevo mai fatto sesso più volte nello stesso giorno, anzi, a volte trascorrevano settimane, mesi, prima che sentissi di nuovo l'esigenza di un rapporto. Eppure quel giorno lo facemmo non so quante volte: era capace di eccitarmi di nuovo pochi minuti dopo che l'avevo inondata di sperma. Mi insegnò posizioni che ignoravo, mi fece scoprire di essere ultrasensibile ai baci sul collo, usò tutte le parti del suo corpo per masturbarmi. Ero sfinito ma felice. Allora lei mi prese il viso fra le mani, mi baciò e mi chiese:"Adesso vuoi darmi tu un pò di piacere?" "Dimmi.", risposi. Indicò il pube rasato, il piccolo clitoride che spuntava tra le labbra. "Mi baci qui?" Anche questa era una cosa nuova, avevo sempre provato repulsione a baciare una donna fra le gambe e pensavo che mai l'avrei fatto. Ma dopo il piacere che mi aveva regalato non potevo rifiutarmi e poi era così ...
    ... pulita, mandava un odore di sapone e di lavanda. Accostai la bocca e la baciai prima con riluttanza poi con sempre maggiore foga. Cercai di leccargliela come meglio potevo data la scarsa esperienza ma il mio impegno non doveva essere inutile se la sentivo gemere e implorarmi di continuare. Per la prima volta vidi l'orgasmo di una donna; quelle con cui ero stato in passato o erano prostitute che al massimo fingevano o avventure occasionali che evidentemente non ero riuscito a eccitare molto. Mi accorsi incredulo che il sole stava battendo dalla parte opposta a quella di prima. "Ma che ora é?" chiesi. "Quasi le cinque." mi rispose. Incredibile! Eravamo stati insieme sette ore! Mi accompagnò in bagno, volle lavarmi lei. Mi disse di aspettarla in cucina, mi avrebbe dato da mangiare. Mi mise davanti del pane buonissimo, fresco, e ogni tipo di companatico, per non parlare di un dolce squisito, fatto di crema e cioccolato. Ero affamato e lei mi fissava compiaciuta, tagliandomi i pezzi migliori, imboccandomi con le sue mani. Lei non toccò cibo. Disse che non aveva fame, che del resto mangiava sempre poco. La fissai a lungo e alla fine glielo dissi. "Sono innamorato di te. Lo so, è assurdo, ci conosciamo da stamattina, e non basta fare sesso insieme ma io..." "Ma tu?" mi incitò lei. "Sento che non incontrerò mai più una donna come te. Hai...qualcuno, un uomo?" Scosse la testa. "No, nessuno." "Vieni via con me, allora. Ti porto in città, dove vuoi tu..." "Ma io sono sempre vissuta qui, ...
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