1. Il sorriso di Angelina


    Data: 21/02/2021, Categorie: Etero Autore: Edipo

    ... facevo pagare ma adesso vado solo con chi dico io." "Abiti lontano?" "No, a cinque minuti." Mi diede il primo di una lunga serie di baci e mi prese per mano, guidandomi per viottoli e sentieri. Quale uomo non ha mai avuto questa fantasia, incontrare una bella ragazza che lo prende per mano e lo porta a fare l'amore? E non per denaro ma perché lei vuole lui, proprio lui...Il suo viso era un insieme di imperfezioni. I lunghi capelli scuri forse tendevano al grasso; gli occhi erano di un bel colore nocciola ma un po' a palla; gli zigomi un pò alti; la bocca larga, con i denti superiori leggermente sporgenti. Ma il risultato di tutti questi difetti era incantevole: quando sorrideva poi, non potevo non trovarla bellissima. In una radura c'era casa sua: una piccola casa bianca con un patio davanti, al massimo tre locali al piano terra e un piano superiore che non copriva tutta la superficie del piano terra ma solo una parte, un'unica stanza la cui finestra era circondata da piante rampicanti. Entrammo. Era una tipica casa di campagna con l'arredamento rustico che certe industrie rifanno in modo dozzinale e su larga scala per rivenderlo a caro prezzo alle coppie di sposi in cerca di un'improbabile atmosfera rurale. "Ti piace casa mia? In cucina c'é un grande camino ma in questa stagione non lo accendiamo." "Vivi con qualcuno?" "No, adesso sono sola." Una ragazza sola in aperta campagna, pensai, non ha paura? "Vieni, andiamo nella mia stanza." Salimmo la scala che conduceva al ...
    ... piano superiore. La stanza era ampia, con un letto di ferro, mobili rustici, un grande armadio in una nicchia, immagini sacre alle pareti e del resto Angelina portava una croce al collo. Si sfilò la corta veste bianca e mi mostrò un corpo magro ma non esile, in cui spiccavano i bellissimi seni, di una taglia superiore a quella che ci si sarebbe aspettati in un fisico simile. Le era rimasta solo una mutandina bianca, da bambina, visto che aveva sul davanti il disegno di Minnie, la fidanzata di Topolino. Se la tolse, mostrando un pube liscio e rasato che si accarezzò. Osservò divertita le mie reazioni. "Ti piace il mio corpo?" "Da impazzire." Si avvicinò, iniziò a sbottonarmi la camicia. "Sei sposato, Giampiero?" "No." "Perché? Non vuoi rendere felice una ragazza?" "Non so, non credo che una ragazza aspetti me per essere felice..." "Come fai a dirlo?" Mi è difficile da spiegare ma l'abilità che dimostrava nel toccarmi o nello spogliarmi non sembrava dovuta solo all'esperienza del lavoro che lei stessa aveva confessato di avere esercitato. Era qualcosa di più, una specie di naturalezza che rendeva anche le cose scabrose o indicibili, pulite, naturali. Si inginocchiò davanti a me e cominciò un lavoro di lingua che durò un'eternità. Lo leccava come un gelato, passando dai lati alla punta, accarezzandolo di tanto in tanto, sorridendomi a tratti e quel sorriso me lo irrigidiva forse più della lingua. Alla fine lo ingoiò tutto e mi sorrise ancora quando lo tirò fuori dalla bocca per ...
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