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Il sorriso di Angelina
Data: 21/02/2021, Categorie: Etero Autore: Edipo
... "Sì, ma non ho capito bene quello che è successo." "Bè, la gente non ricorda volentieri quella storia. Povera ragazza! La conoscevo, come no, casa sua era a mezz'ora da qui, una casa bianca, dove viveva con quella porca della madre. La madre era la puttana di queste parti, scusi il linguaggio. Oggi persino qui sono arrivate le rumene, le polacche, le nigeriane, si vendono agli incroci ma fino a qualche anno fa ogni paese aveva una contadina che arrotondava vendendo il corpo. La madre era una donna brutta ma non c'era concorrenza. Nonostante questo gli affari erano magri e allora lei e quel bel tipo del suo convivente pensarono di prostituire Angelina che allora aveva dodici o tredici anni. Che porcheria! Tutti sapevano e nessuno mosse un dito, anche perché gli stessi che avrebbero dovuto far rispettare la legge erano assidui frequentatori della casa nella radura. Crebbe, diventò una bella ragazza e attirava gente da tutti i paesi dei dintorni. Ma la cosa che più mi strazia è che era impossibile disprezzarla o volerle male. Sorrideva sempre, a tutti, anche quando i ragazzi le urlavano cose sconce o le donne la aggredivano a male parole. Se qualcuno la chiamava puttana, lei rispondeva senza rancore:"E' vero, lo sono." Insultarla a me sembrava quasi un sacrilegio, non mi spiego bene, lo so. Un giorno, dieci anni fa, venne da queste parti un forestiero, come lei, per un periodo di riposo. Qualcuno gli suggerì che se voleva divertirsi poteva andare da Angelina, lui ci andò e se ...
... ne innamorò. Voleva portarla via, forse sposarla, chissà...Ma la madre e il convivente se ne accorsero, li aggredirono, lui fu pestato da quell'assassino, Angelina cercò di difenderlo e si prese la sua razione di botte. Un pugno le spappolò la milza, se quegli animali avessero chiamato subito i soccorsi si sarebbe potuta salvare, invece morì. Il patrigno è ancora in carcere per quello che ne so e spero che ci crepi, la madre fu condannata a pochi anni per complicità e non se ne è più saputo nulla. La casa è stata abbandonata, la gente è superstiziosa, nessuno vuole averci a che fare." "E l'uomo che voleva sposarla?" chiesi con fatalismo. "Guarì dalle ferite ma nessuno lo ha mai più visto qui." Era tutto assurdo ma perché non ero poi tanto meravigliato? Pensavo fosse possibile avere incontrato un fantasma? "Angelina è sepolta nel nostro piccolo cimitero," riprese la donna "può andare a vedere la sua tomba, oggi è aperto, è martedì." Mi riscossi dal torpore in cui stavo cadendo. "Si sbaglia, signora, ieri era martedì." "Oh no," rispose e mi indicò il foglietto del calendario, "oggi è martedì." Avevo vissuto un giorno che non era mai esistito, sembrava che l'assurdo in cui ero piombato non avesse mai fine. Uscii, andai al piccolo cimitero che avevo tante volte sfiorato nei miei vagabondaggi ma in cui non ero mai entrato. La trovai facilmente nella prima fila a destra. Era morta a ventidue anni, sette mesi e tre giorni. Sulla tomba non mancavano fiori freschi e una mano pietosa, ...