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Dalia, troia d'estate - cap,13: il condominio
Data: 25/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: DonEladio
La situazione aveva preso una brutta piega. Mio cognato Alfio continuava a presentarsi a casa ogni volta con persone diverse per scopare mia moglie Dalia, senza nessun preavviso: arrivava ogni venerdì sera ora con uno, ora con due, tre o quattro colleghi camionisti, sfondavano Dalia in ogni modo e toglievano il disturbo. Quando andava bene. Si, perché un paio di loro, alla seconda o terza “visita”, cominciarono a sentirsi a casa loro e chiesero ad Alfio (a lui, mica a me o a lei!), il permesso di poter restare ancora un po’ a divertirsi con la troia; mio cognato, infilandosi il cappotto, rispose che non c’era problema e quando io mi rivolsi a lui chiedendogli spiegazioni, mi rassicurò (secondo lui) con una pacca sulla spalla dicendomi che erano persone fidate e potevo stare tranquillo. Lo fissai incredulo mentre si chiudeva la porta alle spalle, avrei voluto obiettare che potevano essere suoi amici fidati quanto voleva ma che prendessero possesso di casa mia mi sembrava un tantino eccessivo, ma in un istante mi ritrovai a fissare la porta chiusa mentre i due “graditi” ospiti si erano caricati Dalia in spalla e la stavano portando di peso in camera da letto. Quella notte rimasi sul divano del salotto e dormii ben poco a causa dei rumori di quei due maiali che si divertivano con mia moglie nel nostro letto matrimoniale, a un certo punto persi letteralmente conoscenza e mi svegliai che era mattino: mi alzai e mi recai in camera da letto, dove li trovai tutti e tre nudi e ...
... addormentati tra le lenzuola stropicciate. Il corpo sinuoso e glabro di Dalia contrastava con quello quasi informe di quei due cinquantenni pelosi, giaceva a cosce spalancate tra di loro che russavano a bocca aperta con quelle mani ruvide e nodose appoggiate sulle sue mammelle; anche lei dormiva esausta ricoperta di sperma secco mentre tra le mani teneva i loro peni flaccidi. La camera emanava un odore forte e pungente, odore di sesso misto a sudore. Rimasi qualche istante a contemplare quell’affresco d’arte barocca del sesso per poi essere risvegliato improvvisamente dal trillo del campanello di casa. “Oh cazzo, e chi è adesso?”, feci appena in tempo a pensare mentre prima Dalia e poi gli altri due sembravano destarsi. Mia moglie, come svegliatasi da una catarsi, si alzò meccanicamente in piedi e si recò in bagno, mentre io mi avviai verso la porta di casa per guardare attraverso lo spioncino. “Ecco, ci mancava solo lui…”, aprii mio malgrado la porta di casa e salutai il sig. Gatti. Da quando aveva visto Dalia alla porta che completamente nuda baciava svariati energumeni che la toccavano ovunque dopo essersela scopata, chissà come mai, non si riusciva più a tenerlo. Era sempre a suonare al nostro campanello con ogni genere di pretesto. Inizialmente rimediando solo cocenti delusioni, non avendo compreso che per tutta la settimana non avrebbe ottenuto altro che un quadretto familiare composto da una madre e moglie vestita di tutto punto impegnata nelle faccende domestiche ...